Inaugurato M9 a Mestre

Apre il Museo del Novecento

Inaugurato questa mattina il Museo M9 di Mestre, definito da Giampietro Brunello – Presidente della Fondazione di Venezia – “un’opera per il territorio”.

Dopo mesi di attesa è finalmente arrivato il momento di aprire al pubblico M9, una nuova istituzione culturale per il territorio veneziano e in particolare per la città di Mestre. Questa mattina presenziavano all’inaugurazione il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli, l’Assessore al territorio, cultura e sicurezza della Regione del Veneto Cristiano Corazzari, il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il Presidente della Fondazione di Venezia Giampietro Brunello, l’Amministratore Delegato di Polymnia Venezia Valerio Zingarelli, il Direttore del Museo Marco Biscione e il Delegato del Pontificio Consiglio della Cultura Monsignor Carlos Alberto De Pinho Moreira Azevedo .

Tra i primi a prendere la parola per complimentarsi della conclusione di questo innovativo progetto – che comprende un’area destinata a negozi e uffici oltre al Museo – è stata Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ha subito sottolineato l’unicità di questo museo nel panorama culturale nazionale. M9 è un museo interamente multimediale, vi sono infatti pochissimi oggetti esposti e il pubblico si trova ad apprendere grandi eventi così come piccoli dettagli della storia del Novecento italiano attraverso innovativi strumenti tecnologici. Come sottolinea lo stesso direttore Biscione: “il museo vuole parlare soprattutto ai ragazzi nati dopo il Duemila”, bambini e adolescenti che non hanno vissuto personalmente il Secolo Breve. Tuttavia M9 è un museo per tutti, “un percorso nella coscienza collettiva” come dichiara Casellati che prosegue definendo M9 “testimone di ciò che eravamo” in un momento in cui “la necessità di raccontare, di spiegare resta attuale… Si può realizzare un nuovo futuro grazie ai riferimenti del passato”. Il Presidente del Senato ha poi dimostrato di apprezzare in particolare l’ultima delle otto sezioni del museo, quella dedicata all’italianità e al genio italiano che, secondo lei, dovrebbe farci sentire più orgogliosi di essere italiani di quanto in realtà siamo.

Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali ha invece delineato tre punti forza del nuovo museo. M9 secondo Bonisoli è un museo all’avanguardia poiché in questo spazio “l’esperienza del visitatore diventa centrale e viene offerta la possibilità di sviluppare emozioni”. Il museo permette inoltre di “immaginare il Novecento come un secolo molto importante, ricco di situazioni ancora oggi contraddittorie”. Inoltre non di minore importanza è l’intervento di riqualificazione urbana che è stato operato nell’area mestrina, in particolare il restauro della zona ex-conventuale di Santa Maria delle Grazie e degli adiacenti spazi militari. Proprio su questo punto ha voluto insistere anche il sindaco Brugnaro, cioè la necessità di portare avanti e concludere progetti utili alla città, in particolare ha ringraziato le amministrazioni precedenti per la lungimiranza nella scelta di questo progetto. “M9 è contemporaneità – afferma il sindaco – è discussione… è un museo dove le categorie produttive e l’artigianato diventano arte”. Intervento chiaramente più spirituale quello di Monsignor Moreira Azevedo che individua “in questo audace progetto un grande significato culturale. Questo museo ha l’obiettivo di far emergere donne e uomini nelle contraddizioni del Novecento.”

L’intervento più puntuale è quello dell’amministratore delegato della società Polymnia (società strumentale della Fondazione di Venezia che ha realizzato M9) che racconta quanto è stato fatto dai primi passi del progetto nel 2013 a oggi. Un lungo percorso che ha coinvolto diverse aziende e che è stato anche premiato nel suo itinere (ad esempio è stata riconosciuta l’innovazione che sta alla base della costruzione in calcestruzzo). La partecipazione di diverse professionalità si è poi resa necessaria per poter offrire al pubblico percorsi interattivi e immersivi, creazioni in 3D, ologrammi, campane sonore e digital signage motion che alimentano la curiosità del visitatore attraverso un approccio innovativo alla storia. Zingarelli ci immerge rapidamente all’interno di questo complesso progetto elencando numeri straordinari, a partire dai kWh di energia solare prodotta annualmente dai 276 pannelli fotovoltaici posti sul tetto dell’edificio, fino alle 21000 piastrelle di ceramica che rivestono la struttura e a quei 13 particolari colori che, secondo lo studio degli architetti Sauerbruch Hutton, caratterizzano la città di Mestre.

A Brunello è spettata la nota conclusiva dell’inaugurazione. Il Presidente della Fondazione di Venezia, oltre a ricordare l’importante figura di Cesare De Michelis come sostenitore del progetto, ha dichiarato l’importanza di raggiungere l’autosufficienza del museo poiché “la Fondazione di Venezia non deve esaurirsi in M9, ma deve mantenere la capacità di investire in questo territorio”.

Quello che si spera è che effettivamente M9 riesca a diventare un nuovo fulcro culturale di incontro e integrazione tra i cittadini di questo territorio, oltre che un polo di attrazione per scuole e turisti.