“Jouer avec le fue” di Delphine Coulin e Muriel Coulin

Jouer avec le fue è il film delle due registe francesi Delphine Coulin e Muriel Coulin presentato in Concorso all’81. Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia.

Viene narrata la storia di un nucleo familiare composto da Pierre, il padre, e i suoi due figli, Louis, il più piccolo, e Fus. I tre hanno un forte legame, almeno fino a quando Fus non inizia ad avvicinarsi pericolosamente a dei gruppi di estrema destra. Louis, nel mentre, è in procinto di lasciare casa per frequentare l’università. La frattura, sebbene tenti di essere dissimulata, è inevitabile all’interno della famiglia fino ad arrivare al culmine della violenza fascista.

La pellicola intreccia l’amore che un padre naturalmente prova per il proprio figlio e l’ideale politico: è possibile continuare a mantenere un rapporto sano ed amorevole con qualcuno che crede l’opposto rispetto a quello in cui crediamo noi, anche se quel qualcuno è sangue del proprio sangue? Pierre, infatti, è un ferroviere che in gioventù ha militato attivamente nella lotta per il riconoscimento di maggiori diritti, dovendo, però, ritirarsi per avere la possibilità di occuparsi a tempo pieno della famiglia. Fus, invece, poco più che ventenne e alla ricerca di un gruppo in cui potersi identificare, inciampa e si lascia ammaliare da tutti quegli ideali all’opposto rispetto all’educazione impartitegli. Per un ragazzo che da poco si è affacciato sul mondo degli adulti e del lavoro senza riuscirne a ricavarne un posto tutto per sé, sentirsi dire che la ragione è la perdita dell’identità nazionale francese e ciò è da attribuire a chiunque sia diverso, che, insomma, la colpa non è la sua, è consolatorio e lui non è capace di fare altro se non abboccare.

Nonostante gli avvertimenti da parte del padre, quindi, Fus si fa coinvolgere nella spirale della violenza fascista, che altro non farà che causare dolore.

Tra tutti i personaggi quello più circolare è indubbiamente Pierre, che viene rappresentato nella figura sia di padre sia di cittadino che intuisce i pericoli dell’estremismo, soprattutto se di destra. Unisce, quindi, all’affetto e all’amore che inevitabilmente prova ad una certa razionalità che non lo porterà mai ad assolvere o a giustificare le brutalità commesse dal figlio.

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