“LA BUONA CONDOTTA” DI FRANCESCO GHEGHI

Lucio e Annamaria sono una coppia che ha costruito una famiglia unita e affiatata. La loro vita tranquilla viene sconvolta quando la figlia Alma torna a casa in lacrime, confessando di aver ucciso il suo fidanzato dopo aver scoperto di essere stata tradita o, come esclama la ragazza  “cornuta”. Di fronte a questa confessione, il mondo dei genitori crolla. Si trovano di fronte a un dilemma morale: portare la figlia in carcere… o mascherare e nascondere la verità? Mentre il tempo scorre, si immaginano già in prigione, un’idea rafforzata da una bellissima inquadratura della madre che fuma nervosamente dietro le inferriate della finestra in cucina, come se fosse già in una cella. Un suono inaspettato al citofono li distoglie dai loro pensieri, ma ciò che si trovano davanti alla porta confonde sia loro che lo spettatore, lasciando il finale in sospeso e aperto a diverse interpretazioni.

Il cortometraggio di Francesco Gheghi, presentato all’Edera Film Festival 2025, è costruito su una serie di contrasti emotivi, un’alternarsi di stati d’animo opposti, che si fanno notare fin dalla prima sequenza: i genitori, Lucio e Annamaria, sono impegnati in un attimo sensuale e vengono interrotti improvvisamente dalla figlia Alma in lacrime. Questa giustapposizione di tranquillità e angoscia guida la narrazione per tutta la durata del corto. È un’alternanza continua tra momenti di sollievo e di disperazione. Un altro esempio di dissonanza emotiva si trova nella sequenza in cui i genitori rincuorano la figlia dalla sua delusione amorosa, mostrandosi inizialmente sollevati in quanto la presenza del fidanzato nella vita di Alma non fosse loro mai piaciuta, ma subito dopo arriva il momento della disperazione con la confessione dell’omicidio.

Con la forte successione di stati emotivi contrastanti il regista sfiora le note del genere horror, enfatizzate dalla scelta musicale più che dalle inquadrature o dalla fotografia. È proprio nella musica e nella scelta della colonna sonora che l’autore meglio riesce a trasmettere l’atmosfera lugubre e angosciosa dell’opera.

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