Una commedia nel più autentico stile francese: scoppiettante, ironica, divertente, ma anche dotata di spessore storico, politico e culturale, con un grande senso di patriottismo che si unisce però alla necessità di difendere la libertà e la democrazia, con un’ambientazione parigina efficace e evocativa e una caratterizzazione dei personaggi che appassiona e avvince.  

Basata sull’omonimo romanzo dello scrittore francese Christophe Boltanski (figlio del sociologo Luc e nipote dell’artista Christian Boltanski, la famiglia paterna era di origine russa ebraica) pubblicato nel 2015 ed edito in Italia nel 2017 da Sellerio, racconta le vicende della famiglia Boltanski viste attraverso gli occhi del più giovane dei suoi componenti, lo scrittore stesso, nato nel 1962.

Alternando narrazione in prima persona e parti recitate, siamo condotti nel centro di Parigi in una casa piena di persone, di amore e di ricordi, dove vive una famiglia composita e stravagante: dalla bisnonna di Odessa, che vive di cimeli di un fasto luminoso e lontano e ultima della famiglia a conservare le tradizioni ebraiche, ai nonni, originali e anticonformisti, ai due zii, uno artista e l’altro intellettuale, per arrivare ai genitori del bambino, studenti impegnati nella rivolta del maggio del 1968 a Parigi. È proprio da quel maggio che prende avvio la vicenda, che si snoda attraversi gli avvenimenti convulsi e esaltanti di quel periodo, con un personaggio di eccezionale importanza che trova casualmente rifugio in casa Boltanski, proprio in quel nascondiglio dove 25 anni prima era rimasto per più di due anni il nonno ebreo del piccolo narratore.  

Un film che trasmette i valori di questa famiglia non certo tradizionale ma stimolante e  divertente, dove il bambino cresce con i valori forti e e gioiosi di libertà, uguaglianza e fraternità.

Il regista Lionel Baier, nato a Losanna nel 1975 da una famiglia di origine polacca, dopo la partecipazione alla Berlinale del 2018 nella sezione Panorama con il film Prénom: Mathieu, con La Cache partecipa, questa volta in concorso, alla Berlinale del 2025.