Abbiamo visto in anteprima i primi 5 episodi dell’attesissima quarta stagione de La Casa di Carta su Netflix. Quasi un anno fa il finale della terza ci aveva lasciato con il fiato corto e la frenesia di conoscere il destino della banda di rapinatori più famosa del globo.

La storia, costruita, per tutte e 4 le stagioni, tra presente e flashback sulla dettagliata costruzione del piano, segue la squadra di ribelli (Robin Hood 4.0), che hanno come nome in codice quello di varie città, alle prese con due “colpacci”. Finora la serie si è concentrata su due diverse rapine: la prima è stata quella di stampare euro dalla zecca reale di Spagna, mentre la seconda è stata quella di rubare oro alla Banca di Spagna.

– spoiler –

Dove siamo rimasti.
Il Professore in fuga, non riesce a mettersi in contatto con la sua squadra; Palermo, il boss della banda all’interno della Banca, si è rivelato un elemento ostile per il colpo; Lisbona è stata catturata; Gandía, il capo della Sicurezza del Governatore, imprigionato nella Banca di Spagna, è un pazzo furioso; Nairobi è in fin di vita; gli ormoni della gravidanza non attenuano la perfidia da torturatrice dell’agente Alice Sierra.

– fine spoiler –

La Casa di Carta, creata da Álex Pina nel 2017, una volta sbarcata sulla piattaforma di Netflix ha sfondato il muro del successo. E’ una delle serie più viste in assoluto (in ben 190 paesi!)
La vicenda narrata dalla serie ha spesso portato gli spettatori a chiedersi se ci sia qualcosa di vero nella fitta trama messa in scena.
Secondo il creatore  Alex Pina, la serie non è basata su una storia vera, ma è una storia immaginaria pensata da lui e dal suo team “Con tutti questi flashback, volevamo raccontare la storia e renderla autentica, con un sacco di azione ed eventi a catena per creare colpi di scena”.

A rendere ancora più iconici i personaggi della Carta di Carta è la divisa indossata: una tuta rossa con il volto coperto dalla maschera di Dalì, l‘Artista che superato confini e abbattuto limiti. La sua maschera rappresenta la resistenza, non solo delle serie, ma di un ideale di resistenza.

Ed è proprio dalla resistenza che parte la quarta stagione.
Riprende esattamente da dove si era interrotta ed inizia con la terza fase del piano: resistere! E si resiste mantenendo il controllo.

Il piano teorico, messo a punto prima del colpo, non fa una piega. Ma con i nervi tesi, la tensione a mille, comportamenti inaspettati, il rischio del corto circuito è palpabile fin dal primo episodio della quarta stagione.
La serie non si tradisce, mantiene sempre i vari intrecci amorosi, che – parliamo chiaro – sono gli stessi di una soap; ma gli autori hanno sceneggiato i vari legami intimi con un tono talmente spudorato da risultare in linea con la trama orizzontale della serie che tiene il piede premuto sul pedale dell’esagerazione (in un lento crescendo che esplode poi dalla fine del quarto episodio), con qualche momento splatter.

Ammettiamo che possono un po’ stancare – almeno nei 5 episodi che abbiamo visionato in anteprima – le ripetizioni di litigi furibondi, manipolazioni all’interno della squadra, … Sono elementi un po’ tirati per le lunghe, … del resto dovevano trovare materiale per 8 episodi.
Il nostro entusiasmo per questa quarta stagione riguarda soprattutto i flashback con il personaggio di Berlino (Pedro Alonso), ambientati in Italia. L’episodio 1 in modo particolare regala un’indimenticabile scena di un banchetto di nozze.