“La notte del giudizio – Election year” di James DeMonaco

Sfogatevi e purificatevi

La trilogia di The purge, dopo un incasso complessivo di più di 200 milioni di dollari e un discreto successo di critica, giunge al termine con questo terzo capitolo, sempre scritto e diretto da James DeMonaco.

Negli Stati Uniti, da ormai più di vent’anni è stato legalizzato lo “sfogo”, un periodo di 12 ore in cui ogni crimine è permesso. La senatrice Charlie Roan (Elizabeth Mitchell), che ha perso la sua famiglia in uno dei primi sfoghi, ha deciso di candidarsi alla presidenza con lo scopo di farlo abolire, denunciando i vantaggi che ne derivano per la classe alta, la lobby delle armi e la sanità. Pertanto, i Nuovi Padri Fondatori, il partito salito al potere 25 anni prima che istituí lo sfogo, decidono durante quella che potrebbe essere l’ultima notte del giudizio, di ucciderla. Il compito di difenderla spetterà al sergente Leo Barnes (Frank Grillo), già protagonista del secondo film, quella volta in qualità di un padre desideroso di vendetta.

Ciò che si nota subito nella trilogia, è la climax crescente tra un capitolo e il successivo. Non è certo un elemento sorprendente nella serialità cinematografica, però si nota come The purge non faccia mai passi indietro, aggiungendo carne al fuoco con ogni sequel, lavorando su più livelli, da quello del concept generale, a quello della rappresentazione della violenza. Il primo film aveva la struttura di un semplice home-invasion, mentre il secondo spogliava i personaggi dei loro punti di riferimento in survival di gruppo. Election year segue le orme del predecessore, ma questa volta lo posta in palio è ben più alta.

Un’altra volta notiamo come siano forti poi gli echi dell’horror carpenteriano. Il regista si ispira sia a Fuga da New York che a Distretto 13 (del quale lo stesso DeMonaco aveva scritto il remake del 2005), senza tuttavia emularne l’atmosfera visionaria. Anzi, ciò che a Election year manca sul quel livello, lo compensa sul piano pop. Nel film si miscelano anche tutta una serie di tòpoi del cinema action, thriller e horror. Ne risulta una pellicola che mantiene un’ indole da film d’intrattenimento che ha però un retroterra robusto alle proprie spalle. Quello che DeMonaco fa con questo terzo capitolo, è radicalizzare l’idea alla base di tutta la trilogia, ovvero rende manifesta una certa paura per la situazione del suo paese, calcando la mano su come sia più pericolosa ovviamente la violenza della società che quella dell’individuo.

Di nuovo il regista pone attenzione alle maschere, simbolo di quell’alienazione collettiva che porta al regolare sterminio di senzatetto, indigenti e persone semplici ma anche nuova incarnazione del sogno americano. Infatti in questo terzo capitolo otteniamo più informazioni sul mondo di The purge, conosciamo i Nuovi Padri Fondatori e la Resistenza, e anche ciò che c’è dietro lo sfogo da un punto di vista ideologico-politico, ma anche simil-religioso, per via del culto che scopriamo essere alla base delle 12 ore annuali di violenza. Questo elemento va di pari passo con la rappresentazione della stessa nel film, che si apre con un massacro familiare per poi evolversi ulteriormente. Se il primo film ricercava con moderazione lo splatter, e il secondo era improntato sul realismo, Election year ha uno spiccato gusto barocco, esagera la violenza come i costumi senza perdere di intensità, né dal punto di vista puramente visivo, né da quello psicologico (ricordiamo che nell’ultima parte il film si accanisce sul ruolo della religione in America, osando, provocando).

In conclusione, dunque, The purge – Election year alza ancora il livello rispetto ai precedenti, grazie alla regia sapiente di DeMonaco, solida e senza vezzi (ma nemmeno senza guizzi), ma soprattutto grazie alla voglia di provocare e stupire, senza eccessiva pretenziosità ma con i giusti obiettivi, pur mantenendo i soliti difetti, come i dialoghi eccessivamente didascalici e delle interpretazioni che a tratti lasciano a desiderare. Quindi non ci troviamo certo di fronte alla “bomba sociale in pellicola” tanto decantata, ma a un film commerciale solido che ha anche qualcosa da dare a livello contenutistico oltre a un’ora e tre quarti d’intrattenimento. Ore che potrebbero aumentare, visto il finale non del tutto chiuso scelto da DeMonaco, che lascia aperta la possibilità di un ulteriore seguito.

Titolo originale: The purge: Election year
Nazione: USA
Anno: 2016
Genere: Azione, Horror, Thriller
Durata: 105′
Regia: James DeMonaco

Cast: Elizabeth Mitchell, Frank Grillo, Mykelti Williamson