In Brasile nel 1964 un colpo di stato instaurò per 21 anni un governo militare, durante il quale furono perseguitate e fatte sparire migliaia di persone.
1977. Durante la settimana del Carnevale, l’escalation di morti per le notti folli è considerata normale.
È proprio in questo periodo di festa che il quarantenne Marcelo (Wagner Moura), esperto di tecnologia, in fuga, arriva a Recife. Qui alloggia in una casa privata per rifugiati, uomini e donne che si nascondo per svariati motivi politici, protetta dall’esterno (c’è anche un ortolano che vende i suoi prodotti in modo che nessuno vada in giro), gestita dalla 77enne Dona Sebastiana (Tânia Maria). È quest’ultima che gli offre un appartamento (è di una nipote andata via, dice lei; in realtà uccisa), gli consegna una busta piena di contanti e il nominativo di un contatto che può aiutarlo a procurarsi documenti falsi per sé e per suo figlio.
Perché Marcelo, mentre cerca disperatamente documenti e informazioni su sua madre, vuole scappare dal Brasile insieme al suo figlioletto che vive con i nonni materni. Ma Marcelo non solo è nel mirino delle autorità, ma è anche in quello di un sicario ingaggiato per farlo fuori.

Prima di questo film, il regista ha impiegato 7 anni per realizzare il documentario Pictures of Ghosts (2023) sulla sua casa a Recife (città di questo film) dove è cresciuto, e sui cinema ormai scomparsi dove trovò la sua strada, ma che diventano anche la metafora del limbo culturale del Paese. Alexandre (Carlos Francisco) – suocero di Marcelo – lavora come proiezionista in uno dei cinema rivisitati in Pictures of Ghosts.
La storia del film inizia in medias res, conosciamo Marcelo a bordo della sua Volkswagen gialla; è stanco, in viaggio da giorni, alcuni agenti di polizia lo fermano, perquisiscono e provano a estorcergli denaro.
Lo spettatore si dovrà districare tra la cronaca dei flashback e le digressioni dei flashforward per capire cosa è successo a Marcelo e cosa succederà in seguito.

Con la straordinaria fotografia di Evgenia Alexandrova (il film è girato in digitale, utilizzando attrezzature fotografiche d’epoca per ottenere un aspetto widescreen anamorfico ad alto contrasto, coerente con l’epoca), e il montaggio efficace di Matheus Farias e Eduardo Serrano, L’agente segreto è un film ancorato alla realtà eppure sfuggente, sa cogliere gli anacronismi talvolta comici, delle situazioni drammatiche, della vita sotto la dittatura, e raccontare con rispetto la violenza subita. Il 56enne regista Mendonça Filho scrive e dirige un romanzo sulla tirannia del potere politico, di quello economico, raccontato come fosse un thriller in un’atmosfera di abusi e corruzione quotidiani. E anche se alcuni passaggi non convincono (ad esempio non sapremo mai cosa è successo alla moglie di Marcelo), è un’opera coinvolgente.

Data di uscita: 29 gennaio 2026

Genere: Drammatico, Thriller

Durata: 160′

Anno: 2025

Paese: Brasile

Produzione: Arte France Cinéma, Black Rabbit Media, CinemaScópio Produções, Itapoan

Distribuzione: Filmclub Distribuzione by Minerva Pictures