È andata in scena lo scorso weekend al Teatro Storchi di Modena l’ultima creazione di Ascanio Celestini: uno spettacolo profondo ed esuberante, i cui personaggi sono al tempo stesso santi e reietti della società.
Accompagnato dalla fisarmonica di Gianluca Casadei, Celestini si impossessa del palco, in un intenso monologo di quasi due ore. Il protagonista/narratore non è altri che Gesù, un ubriacone sfaccendato, venuto sulla Terra non per redimere ma per osservare. È Gesù ad introdurci gli altri personaggi di questo racconto: il suo coinquilino Pietro, incaricato alla spesa e alle commissioni; la vecchia, la puttana, il barbone, la donna con la testa impicciata, i facchini del picchetto.
Ognuno di loro è una storia a sé stante, ma è quando le loro storie si incontrano che avviene la magia. Le parole di Celestini sono dure, politicamente scorrette; le vicende che narra, universali. I facchini del picchetto sono extracomunitari, lavorano in nero, scioperano per avere condizioni di lavoro più giuste. La donna con la testa impicciata ha l’alzheimer, non ricorda se suo figlio sia vivo o morto, certi giorni non riconosce nessuno. Il barbone vive nel parcheggio del supermercato, chiede l’elemosina, si lava alla fontanella dei giardini pubblici; non fa del bene ma neanche il male e questo lo rende un po’ santo. Sono persone che vivono nella nostra città, drammi e piccoli miracoli che spesso ci passano davanti agli occhi senza accorgercene.
Il sacrificio dell’uomo è in qualche modo accostato al sacrificio della cagnetta che dà il titolo allo spettacolo. Laika, insieme a Mushka e Albina, due altri bastardini presi a caso nelle vie di Mosca, era stata scelta per la sua docilità e per le piccole dimensioni. A lei toccò la paglia corta: fu lanciata a bordo della capsula spaziale sovietica Sputnik 2 il 3 novembre 1957, in un esperimento di una crudeltà che poteva essere solo umana. Quel giorno, l’essere vivente più vicino a Dio fu un cane. Come ogni altro giorno probabilmente.
Gesù, camminando sulle acque del mare di Ostia, accompagnato dalla sua inseparabile bottiglia di sambuca, ci conduce in questa favola straziante e strampalata; con lui viaggeremo lontano, in Spagna e in Antartide, ma anche nella regione ancor più esotica e misteriosa del parcheggio del supermercato dietro casa.
Laika di Ascanio Celestini
musiche di Gianluca Casadei
voce di Alba Rohrwacher
www.ascaniocelestini.it






