Le stanze di Mušič e Merlini a Palazzo Fortuny

Prolungata la "Primavera a Palazzo Fortuny"

L’esposizione proposta a Palazzo Fortuny stimola il visitatore ad immergersi in due
mondi artistici indagati con cura e profondità, quello dell’artista Zoran Mušič e
quello del collezionista Giuseppe Merlini. Il percorso si snoda partendo dal piano
terra in cui sono inserite le opere del pittore sloveno, già protagonista assieme ad
una importante famiglia di artisti veneziani (la bottega “Cadorin”) di una precedente
mostra negli spazi del museo e prosegue al primo e secondo piano con una scelta di
opere della Collezione Merlini.

Il focus della sezione dedicata a Mušič è sviluppato attorno alla Stanza di Zurigo, il seminterrato della villa delle sorelle Dornacher che l’artista dipinse nel 1949 e di cui curò ogni dettaglio scegliendo tecniche, supporti, motivi decorativi e mobilio, creando un microcosmo intimo e poetico, primitivo ed evanescente. I soggetti ritratti fanno parte del suo immaginario successivo agli anni ‘43/’45 in cui fu internato a Dachau, esperienza che infonderà per sempre alla sua arte una sottesa malinconia. Donne a cavallo, figure sospese nel vuoto, paesaggi
rocciosi e traghetti affollati di animali si susseguono in un’atmosferica pittorica fiabesca ed ancestrale che viene completata da una selezione di dipinti risalenti al periodo tra il ’47 e il ’53. Le opere che fanno da corredo alla stanza ci permettono di avere una visione più vasta del lavoro di Mušič, esplorando altri temi cari all’artista come i ritratti della moglie Ida Barbarigo e le vedute di Venezia.

Anche la collezione Merlini viene rivelata dalla riproduzione fedele di una stanza presente a casa del collezionista, con le opere e i mobili disposti nel modo originale, specchio del suo gusto e della predilezione per alcuni artisti che hanno inciso nella storia del ‘900 italiano come Wildt, Fontana e Melotti. I due curatori Daniela Ferretti e Francesco Poli propongono diversi spunti concettuali che si innestano negli ambienti del palazzo con continui rimandi cromatici e tematici, partendo dalla stanza di Merlini per passare alle stanze di Mariano Fortuny piene delle sue meravigliose creazioni così come degli oggetti da lui raccolti e selezionati.

La collezione comprende i momenti più significativi dell’arte italiana del secolo scorso, dalla Metafisica al Realismo magico, dal Realismo socialista all’Astrattismo, dall’Informale alla Pittura Analitica, privilegiando le tendenze pittoriche ed escludendo alcune ricerche di rilievo come la Pop Art e l’Arte Povera. Il primo piano dalle atmosfere decadenti si arricchisce dell’accostamento tra le invenzioni di Fortuny e i lavori di artisti come De Chirico, Savinio, Sironi, Guttuso, Manzoni, Bonalumi, in un excursus di rimandi alla Grecia Classica, al Primitivismo e alle più tarde ricerche visivo-spaziali.

Il secondo piano si impone all’attenzione come una grande quadreria costruita in uno spazio vuoto che si rivela particolare per i giochi di tinte presenti sulle pareti, i cui restauri hanno riportato alla luce diversi strati cromatici e apparenti motivi decorativi. Lo spazio viene riempito dalle opere fortemente materiche di Morlotti, paesaggi realizzati con pennellate increspate di luce-colore accompagnate da lavori informali di Burri e Baj o opere analitiche di
Olivieri e Vago che riflettono una meditazione sugli elementi propri della pittura.
Sfogliando le preziose pubblicazioni che completano la mostra riecheggiano le parole di Vincenzo Agnetti “La parola è percorso” e di Fausto Melotti “Al confine tra la vita solare e la vita oscura, i filosofi sono lì a meditare e ogni tanto danno una voce verso il buio, affinando l’udito per ascoltare inavvertiti echi. Risponde la poesia..” Sintesi di ciò che questo viaggio nell’arte ha saputo offrirci.

PRIMAVERA A PALAZZO FORTUNY
LA STANZA DI ZURIGO Omaggio a Zoran Mušič
UNA COLLEZIONE ITALIANA Opere dalla Collezione Merlini
24 marzo – 21 ottobre 2018

Info: http://fortuny.visitmuve.it/