Chi scrive è una lettrice dell’ultim’ora di Chiara Bianchi. Solo recentemente ho letto Il canto della fortuna (2024, 20.000 copie vendute), il suo romanzo d’esordio edito da Salani, il primo volume della saga famigliare dei Rizzoli, la “dinastia” italiana della carta stampata all’inizio e in seguito anche delle produzioni cinematografiche.
L’ho letto in treno, rischiando di saltare la mia fermata tanto la prosa di Chiara Bianchi mi aveva catturata.

È uscito da poco, sempre con la casa editrice Salani, il secondo volume di questa saga, L’eco delle stelle, che riprende in parte la cronaca del primo (che copre gli anni dal 1889 al 1970) ripercorrendo le “avventure” e le imprese dei Rizzoli dal 1964 al 1987 (con uno sguardo al 2001 e al 2014).

“Responsabilità qui non è solo una parola: è l’aria che si respira per le scale, negli ascensori, nelle redazioni. Andrea percorre il corridoio, una copia del Corriere sotto il braccio, gli occhi bassi. Le porte socchiuse si aprono di mezzo dito.
…Il Commenda l’ha ripetuto per mesi: «La famiglia deve restare unita». E al figlio ha aggiunto: «I Rizzoli proteggono ciò che è loro. Si chiama responsabilità».

Metà anni Settanta. Angelo Rizzoli è un ragazzo cresciuto troppo in fretta, con un cognome che pesa e la responsabilità di un’azienda sull’orlo del collasso. Suo padre Andrea si è sfilato dalla scena, trasferendosi in Costa Azzurra vicino alla nuova moglie e ai tavoli da gioco, adesso tocca a lui, Angelo Jr. Preceduto da un cameriere in livrea, attraversa i corridoi di un hotel. Ad attenderlo nella camera 127 c’è un uomo molto potente e temuto: l’unico, dicono, che abbia le conoscenze in grado di salvare l’impero dei Rizzoli, soffocato dai debiti contratti per l’acquisto del Corriere della Sera. Lo chiamano Venerabile Maestro. Il suo nome è Licio Gelli. Da quel momento, le regole ereditate dal Commenda, che quell’impero l’aveva costruito dal niente, non sono più ‘non fare debiti’ o ‘stare lontano dalla politica’. La regola diventa una sola: quanto sei disposto a perdere, per non perdere tutto? Con una scrittura che unisce qualità letteraria, intensità emotiva e suspense, Chiara Bianchi dà voce a una storia che fa vibrare corde profonde, non solo perché si intreccia con il destino di un Paese intero, ma perché ci ricorda quanto i nostri desideri, sospesi tra speranza e rischio, siano esposti alle tempeste della realtà.

La famiglia Rizzoli, a partire dal capostipite, il “Commenda” Angelo Rizzoli, fa parte del tessuto storico e culturale italiano.
Con la sua scrittura gentile e sobria, Chiara Bianchi ha trasformato i ricordi personali (di una famiglia) e pubblici (una parte della Storia dell’editoria italiana) in memoria scritta.
Ha consegnato ai lettori una storia d’amore, di passione per il lavoro, di potere sulla fondazione dell’impero Rizzoli.
Con L’eco delle stelle è riuscita ad avvolgere e coinvolgere quegli stessi lettori nel districare i fatti di cronaca della caduta dell’impero Rizzoli, annodati agli Anni di Piombo e alla P2, mettendo sempre al centro, con una tensione che non cala neppure per un istante, l’emotività dei protagonisti, in cui, ovviamente, confluiscono i retroscena famigliari.

Due letture consigliatissime!

Chiara Bianchi, L’eco delle stelle, Edizioni Salani 2026, Pagine: 416; 19,00€