“L’imprevedibile viaggio di Harold Fry” di Hettie Macdonald

Non lasciatevi ingannare dal trailer: L’imprevedibile viaggio di Harold Fry, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Rachel Joyce (pubblicato in Italia da Giunti),  che scrive la sceneggiatura, non è il solito film del genere vecchietti alla riscossa: è una delicata storia di speranza, che riflette sulla fede, sulla determinazione e sulla possibilità di riconciliarsi con il proprio passato.

Il Premio Oscar® Jim Broadbent è Harold, un opaco settantenne pensionato che vive con la moglie Maureen (la sempre brava Penelope Wilton) e che incontriamo nel salotto della loro piccola e modestamente arredata casa nel Devon. Con un certo disappunto della moglie  – non espresso a parole, siamo in Inghilterra, dopotutto  – Harold ha appena ricevuto una lettera dalla vecchia amica e collega Queenie (Linda Bassett) che gli annuncia di avere un cancro e di avere pochi giorni di vita. Harold scrive una lettera di circostanza, esce per imbucarla, ma decide di camminare per raggiungere una cassetta delle lettere più lontana da casa. Poi un’altra e un’altra ancora. Ispirato dal racconto di una sconosciuta ragazza in una stazione di servizio, Harold decide che fino a quando camminerà a piedi tutti gli ottocento chilometri che lo separano dall’ospizio, Queenie dovrà continuare a vivere.

Eccolo, L’improbabile viaggio di Harold Fry: partire così, con una certa ingenuità, senza valigia, pochissimi soldi in tasca, nemmeno le scarpe adatte per una passeggiata nei boschi,  per affrontare 800 chilometri in solitudine, attraversando la campagna inglese, protagonista anch’essa di questo imprevedibile pellegrinaggio.

Come in ogni road movie che si rispetti – ancorché a piedi – Harold incontra personaggi stravaganti e non, persone che lo aiutano quando le scarpe si rompono e i pochi soldi nel portafogli finiscono. Ma lui non sembra troppo interessato a dialogare con loro, e neppure a sfruttare la loro gentilezza. Sono semplicemente parte di quel viaggio, e Harold, che a un certo punto diventa in una specie di Forrest Gump e viene considerato una specie di guru, in realtà sta solo cercando di mantenere in vita l’amica Queenie. Tuttavia alcuni dei dialoghi con gli sconosciuti compagni di camminata sono piccoli spaccati, talvolta un pizzico surreali, di realtà quotidiana, tra persone confuse, alla ricerca di uno scopo nella vita o semplicemente desiderosi di un semplice contatto umano.

Naturalmente la solitudine è anche la molla che fa scattare molti ricordi, legati soprattutto al problematico figlio Earl e al rapporto che legava Harold a Queenie: sono i flashback che ci restituiscono un uomo passivo di fronte alla vita, incapace di prendere decisioni, che finalmente trova in questa impresa così spontanea la forza di riconciliarsi con il proprio passato.

Intanto, a casa, Maureen è protagonista di un altro viaggio, questa volta intimo e sofferto: dopo l’iniziale preoccupazione per la sanità mentale di Harold, e la fase “cosa penseranno i vicini”, Maureen poco a poco comprende il gesto di Harold e forse questo doppio percorso potrà contribuire a togliere quel velo di apatia che avvolge il loro rapporto e contribuire a rompere il silenzio che gli anni e i dolori della vita avevano fatto calare tra loro.

L’improbabile pellegrinaggio di Harold Fry non è quindi una delle ormai popolari storie di rivincita della terza età, ma un film che indulge con sguardo tenero ed empatico sulla rinnovata fiducia in sé stessi e sulla speranza quando tutto sembra ormai grigio e scontato. Essere coraggiosi aiuta, e cose belle, con un po’ di fede – non necessariamente religiosa –  possono accadere.

Titolo Originale: The unlikely pligrimage of Harold Fry
Regia: Hettie McDonald
Interpreti: Jim Broadbent, Penelope Wilton, Earl Cave, Linda Bassett
Durata: 102
Nazioneç Gran Bretagna
Distribuzione: BIM
Uscita (cinema): 5 ottobre 2023