“L’INCREDIBILE STORIA DI CARLOS LOPEZ” DI FILIPPO VALESE

“C’è una differenza tra genio e stupidità: il genio ha i suoi limiti”, con questa rivisitazione della celebre citazione di Albert Einstein si apre il corto “L’incredibile storia di Carlos Lopez” (2025) per la regia di Filippo Valese. Una citazione densa di significato che carica di un senso particolare il film: una coppia di ladri alle prime armi che derubano la persona sbagliata (già di per sé una follia) salvo poi spaventati restituire il maltolto (una scelta ancora più folle).

Tutto incomincia quando Giacomo inizia a pedinare un losco figuro, il quale periodicamente si ferma di fronte ad un bar ed estrae un borsone che secondo il ladro dovrebbe contenere un mucchio di soldi. È con questa promessa che Filippo si lascia convincere a partecipare al colpo: aspettiamo che l’uomo scenda dalla macchina, si allontani e rubiamo il borsone. Tutto sembra filare liscio come l’olio, ma quando la Lancia della madre di Jack si ferma in un parcheggio vuoto, e i due ragazzi aprono il borsone, essi si rendono conto di aver derubato un killer a pagamento senza scrupoli: il colpo di genio si dimostra un atto di stupidità. I due delinquenti dilettanti si convincono che restituire il bottino potrebbe essere forse l’unico modo per evitare di essere braccati dall’assassino, ma quando Filippo riporta il borsone viene fermato dal losco figuro, con il quale avrà un faccia a faccia che potrebbe portare a termine la sua carriera di ladro, per la quale (come viene ripetuto più volte nel film) probabilmente non è adatto.

Degna di nota è la colonna sonora eseguita per tramite di incalzanti percussioni, che utilizzata con pause e tempi giusti si rende perfettamente in grado di restituire la sensazione di diffusa concitazione e tensione del film. Mentre per quanto riguarda il comparto visivo, anche la fotografia risulta ben studiata e in grado di rendere al meglio le scene del film, quasi sempre ambientato nel buio della notte, contribuendo a restituire al corto le sfumature di una pellicola thriller/noir. Notevoli anche le interpretazioni degli attori (tra cui figura anche Valese stesso), sempre credibili e puntuali, in grado di trasmettere da un lato il timore del loro colpo d’esordio e dall’altro la chimica tra i due compagni di sventura.

L’incredibile storia di Carlos Lopez”, presentato da Filippo Valese all’Edera Film Festival 2025, è dunque un corto a tratti thriller a tratti comico, che ci narra una storia semplice la cui morale già anticipata dalla citazione iniziale può essere riassunta in: degli idioti che si credono dei geni non potranno che commettere una idiozia.

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