Luci mie traditrici al Comunale di Bologna

La nuova produzione del capolavoro di Sciarrino in collaborazione con Staatsoper di Berlino

Non deve essere stato semplice per il regista Jürgen Flimm destreggiarsi in un universo sonoro in cui la musica tratteggia da sé gli elementi di trasparenti ambientazioni, che nella loro successione accompagnano l’opera, intervenendo senza paura di poterli urtare distrattamente o il timore di farli inavvertitamente cadere. Eppure per la nuova produzione di Luci mie traditrici di Salvatore Sciarrino al Teatro Comunale di Bologna, in collaborazione con Staatsoper Unter den Linden di Berlino, l’ambientazione domestica del duca Malaspina, ombreggiata da venature gotiche, esalta l’inesorabile corruzione dei sentimenti umani condannati alla rovinosa discesa che ha spinto il compositore a rivalutare l’opera in termini di rinascita della tragedia in musica. Sin dalle scene iniziali, lo svenimento del protagonista alla visione del sangue procurato da una rosa, fino all’apice della tragedia in cui il Malaspina porta a termine l’uxoricidio per aver scoperto il tradimento della consorte, i rumori di scena perdono il loro peso e si insinuano tra i respiri della partitura accrescendone l’intensità. Così il tonfo dovuto alla caduta del Malaspina esanime o lo squarcio che provoca la dissoluzione della scena, distribuendola finalmente su più piani, producono un interessante effetto di riverbero che si impone naturalmente in quanto valore aggiunto sia per l’intero svolgimento dell’opera che per l’esecuzione musicale in sé.

Il lato psicologico dei personaggi scorre lungo le linee di un innovativo stile vocale, basato sul movimento oscillatorio dei suoni emessi unitamente all’intonazione del testo, al punto da rivelare simultaneamente le intenzioni e le preoccupazioni dei quattro personaggi il cui comportamento lascia intravedere sin da subito in quale direzione volge la storia al suo epilogo. La sorpresa si rinnova al crescendo musicale che conduce la vocalità attraverso tutti gli stadi possibili, dal sussurrato alle urla nell’apice della declamazione, travolge il decoro dei delicati suoni ambientali spingendoli alla morsa decisiva e costringe il candore del verso lirico a macchiarsi di gelosia. Si potrebbe addirittura tralasciare di interessarsi alla vicenda dell’opera prima di prenderne parte, vista l’intelligibilità offerta dal libretto a più livelli.

Non occorre aggiungere altro dunque per elevare Luci mie traditrici a capolavoro assoluto nel suo genere, benché sia stato già dichiarato vent’anni fa alla sua prima apparizione, ora in continua affermazione allo scorrere del tempo. Al genio compositivo si affianca qui un cast di interpreti di altissimo livello, primo tra tutti il direttore Marco Angius quale musicista tra i massimi esperti del repertorio sciarriniano. Sono suoi il respiro e l’assetto di ciascun quadro, la coerenza globale della conduzione musicale caratterizzata da una vigile lucidità che trova la sua massima espressione nel processo di trasfigurazione che intacca a più riprese l’anima dell’antica elegia introduttiva, qui riproposta sotto forma di Intermezzi, della quale rimarrà solo il fantasma. Così Luci mie traditrici affonda le sue radici nel passato musicale per potersi affacciare alla contemporaneità, sorprendentemente immune agli effetti del tempo, accolta da lunghi e meritati applausi.

Interpreti

La Malaspina            Katharina Kammerloher

L’ospite                    Lena Haselmann

Un servo della casa   Christian Oldenburg

Il Malaspina              Otto Katzameier

Una Voce                  Chiara Alberti, Diego Bolognesi, Pietro Bolognini,                    Susanna Boninsegni, Marco Conti, Eleonora Dodi, Giorgia Puglisi, Olivia Scagliarini

Direttore                  Marco Angius

Regia                       Jürgen Flimm

Scene                      Annette Murschetz

Costumi                   Birgit Wentsch

Luci                         Irene Selka

Coreografia              Carola Tautz

Drammaturgia          Detlef Giese

Aiuto regista             Marcin Lakomicki

Assistente alle scene Polina Liefers

Maestro Coro voci bianche Alhambra Superchi

 

Nuova produzione del TCBO con Staatsoper Unter den Linden – Berlino

Orchestra e Tecnici del TCBO