Il Ludwig Van Festival verso la Nona Sinfonia

Grande entusiasmo per la terza e ottava Sinfonia di Marco Angius e l'Orchestra di Padova e del Veneto

Alla provocazione lanciata nell’ultimo passaggio critico (Beethoven rivelatore), il Ludwig Van Festival non tarda a rispondere spiazzando il suo pubblico con una sorprendente esecuzione della Terza e Ottava Sinfonia. Non c’è altro modo per descrivere il temperamento che sin dal primo movimento di quest’ultima ha caratterizzato l’intero andamento del concerto. Impressiona come la raffinata materia dei grappoli accordali possano intensificarsi nella loro costante iterazione fino ad assumere caratteri drammatici inaspettati. Parallelamente, il secondo movimento dell’Eroica, la celebre Marcia funebre, sprigiona un’intensità tale da fuoriuscire dall’alveo della drammaticità strumentale per affacciarsi, come ha anticipato il direttore Marco Angius alla prova generale tenuta all’Orto Botanico, a una dimensione teatrale che anticipa la coralità attesa all’appuntamento conclusivo con la Nona Sinfonia. Su questo piano l’Ottava rivela un respiro musicale inedito, sostenuto da un’escursione dinamica ai limiti dell’esasperazione emotiva ma continuamente partecipe di una costruzione formale perfettamente bilanciata sin nei minimi dettagli.

Che la mano del direttore non si soffermi solo ai livelli descritti, è comunque un dato oggettivo. Si ha infatti il sospetto che intervenga, anche se impercettibile all’orecchio, sulla totalità dei parametri che investono la composizione, incluso l’andamento di ciascun tempo della Sinfonia, o meglio, sul rapporto metronomico che si insinua tra un movimento e l’altro. Un’impresa che si riassume idealmente nell’Allegretto scherzando, incarnando il meccanismo dello strumento perfezionato dall’ingegnere Mälzel col movimento dei legni e archi, sopra ai quali si libra una grottesca melodia che alterna il suo preciso andamento alle più fluttuanti variazioni.

Considerata la scelta del programma di questo concerto, gli elementi costitutivi della Terza Sinfonia, compresi l’elegante brulicare dello Scherzo e il carattere risoluto che scorre tra le ampie campiture dell’ultimo movimento, sembrano essere contenuti nella successiva Ottava che si conferma così come espressione della più profonda maturità di Beethoven. Con questa prova l’Orchestra di Padova e del Veneto accresce in maniera esponenziale l’aspettativa per l’appuntamento conclusivo del Ludwig Van Festival con la Nona Sinfonia, ora il tassello determinate al completamento di questa innovativa mappatura dell’opera sinfonica di Beethoven dove, alla lucidità e all’autorevolezza del pensiero, corrisponde in egual misura l’istintiva e naturale necessità del far musica insieme.