“Marlene Dumas. open-end” a Palazzo Grassi

Vita, morte e poesia

La primavera segna il ritorno a Palazzo Grassi di una importante mostra monografica, quest’anno dedicata ad un’artista contemporanea. Da domenica 27 marzo apre al pubblico Marlene Dumas. open-endUn percorso emotivamente coinvolgente nella recente produzione dell’artista sudafricana, nata infatti a Cape Town nel 1953, ma residente da tempo ad Amsterdam. Sono circa un centinaio le opere selezionate per l’esposizione da Marlene Dumas e dalla curatrice Caroline Bourgeois, tutti dipinti e disegni realizzati dal 1984 a oggi.

Un’incredibile produzione che rivela l’inarrestabile forza della pittura, soprattutto se unita alla capacità di una grande artista di trasformare in figurazione tematiche astratte come l’amore, il dolore, la violenza, l’esistenza. Non vi è dubbio: al centro dell’opera di Dumas vi sono i corpi, esseri umani colti in estasi o in sofferenza, corpi vitali o corpi morti.

Marlene Dumas, Miss Pompadour, 1999

Il lavoro dell’artista parte da immagini preesistenti recuperate da giornali e film, ritagli conservati nel proprio archivio personale che Dumas rielabora sulla tela attraverso strati di pennellate a olio. Come spiega la curatrice, nel momento della creazione l’artista decide di correre un grande rischio e di realizzare i dipinti senza bisogno di seguire disegni preesistenti. “Un modo liquido e fisico di dipingere” che porta a risultati affascinanti, davanti ai quali lo spettatore si sofferma ad osservare incantato le pennellate di colore che creano bocche, occhi, mani…

Marlene Dumas, Die Baba, 1985

Inoltre ciò che rende queste immagini intriganti è la loro decontestualizzazione, per cui gli uomini e le donne di Dumas diventano spesso immagini universali. Il titolo dell’opera o uno scritto dell’artista può fornire la chiave interpretativa dell’evento ritratto, tuttavia non sempre le parole ci aiutano a capire cosa stiamo osservando, sicuramente mettono in dubbio cosa pensavamo di vedere nel dipinto, ma poi lasciano spazio a più interpretazioni. Si capisce, dunque, perché il titolo scelto per la mostra è open-end, due parole contrastanti che racchiudono parte della riflessione artistica, come rivela Dumas stessa: “ho pensato alla parola ‘open’, aperto, e al modo in cui i miei dipinti siano aperti a diverse interpretazioni. Nelle mie opere lo spettatore vede immediatamente ciò che ho dipinto, ma non ne conosce ancora il significato. Dove comincia l’opera non è dove termina”.

Marlene Dumas, Teeth, 2018

Nelle opere esposte in mostra percepiamo il vivere, con le sue storie d’amore e di guerra. Alcune tematiche ritornano spesso perché particolarmente legate alla storia personale dell’artista – ad esempio le questioni razziali innescate dal regime dell’Apartheid che ne ha segnato gli anni di formazione. L’amore e la morte, l’innocenza e la colpa investono diversi soggetti femminili, da Miss Pompadour alla Dead Marilyn, dalla figura spettrale della Bride (sposa) alla possente Magdalena (esposta nel 1995 al padiglione olandese in Biennale).

Insieme alle questioni sociali, un altro punto di interesse per l’artista è rappresentato dalla poesia. Non stupisce dunque di trovare una stanza riservata a Baudelaire, ritratto accanto a Jeanne Duval e ad alcuni dipinti ispirati ai poemi de Lo spleen di Parigi. Molti intellettuali, tra cui Pasolini, sono ritratti in Great Men (Grandi uomini), serie esposta nel 2014 a Documenta a San Pietroburgo e in netta polemica con la legge russa contro la propaganda dell’omosessualità.

Marlene Dumas, Blue Marilyn, 2008

Un ultimo appunto: le opere non sono posizionate in ordine cronologico e accanto a dipinti di piccole dimensioni possono esserci tele di grande formato, l’allestimento lascia molto spazio ai dipinti per respirare e connettersi con i visitatori, creando una mostra che non può lasciare indifferenti. Infine si rivela un percorso poetico per scrutare il mondo, come sostiene Dumas “La poesia è una scrittura che respira e fa dei balzi, e che lascia spazi aperti per consentirci di leggere tra le righe”.


Marlene Dumas, Pasolini, 2012

Marlene Dumas. open-end
28 marzo 2022 – 8 gennaio 2023
Pinault Collection
Palazzo Grassi, Campo San Samuele 3231 Venezia
Orario: aperto dalle 10 alle 19. Chiuso il martedì.
Biglietti: intero 15 euro; ridotto 12 euro.
Ingresso gratuito ogni mercoledì per i residenti della città metropolitana di Venezia e per gli studenti iscritti agli atenei veneziani.
Info: https://www.palazzograssi.it/it/