Damiano Michieletto inaugura l’edizione 2021 del Festival nella contea inglese dell’East Sussex con Kát’a Kabanová di Leoš Janáček. Lo spettacolo va in scena a partire da giovedì 20 maggio fino a sabato 19 giugno con la London Philharmonic Orchestra: sul podio l’inglese Robin Ticciati. «Dopo aver affrontato Jenůfa alla Staatsoper di Berlino torno a lavorare su Janáček per il mio debutto al Festival di Glyndebourne – spiega il regista – i rapporti familiari sono al centro della scrittura musicale e della narrazione. Il tema delle dinamiche interne alla famiglia è uno dei cardini delle mie letture teatrali, e Janáček mi ha offerto moltissimo in questo senso. La mia analisi parte proprio con l’approfondire la costellazione disfunzionale della famiglia, per tradurla con simboli e segni teatrali forti».

L’opera in tre atti di Leós Janàček Kát’a Kabanová è tratta da L’uragano, dramma del 1859 di Aleksandr Ostrovskij, considerato uno dei fondatori del teatro russo moderno. Il Festival di opera lirica di Glyndebourne torna dopo un anno di stop forzato. Conosciuto in tutto il mondo ospita annualmente circa 150 mila spettatori, ai quali viene data la possibilità di vivere un’esperienza unica: fondamentale per il pubblico è, infatti, l’intervallo di 90 minuti tra un tempo e l’altro, , durante i quali godersi un picnic nel giardino. Agli spettatori è inoltre permesso di visitare la Galleria94, che ospita ogni anno opere d’arte figurativa contemporanea. Direttore del Festival è Gus Christie, nipote del fondatore John Christie, che oltre a tenere viva la tradizione operistica nella campagna del Sussex, porta le produzioni in tutto il paese, con il Glyndebourne Tour, nell’intento rendere l’opera più accessibile agli abitanti del Regno Unito.