Nel corso della Milan Design Week 2019 sono numerose le novità presentate da importanti aziende del settore, sia nel classico contesto fieristico, che in specifici eventi organizzati nel corso del Fuori Salone.

Salvatori, brand di design fondato nel 1946 e specializzato nella lavorazione della pietra naturale, è riconosciuto per i suoi prodotti eleganti e innovativi. Presso il suo showroom Salvatori nel cuore del Brera Design District è stato ospitato il progetto “Hidden Rooms”, sviluppato da Elisa Ossino.

Gabriele Salvatori, Amministratore Delegato di Salvatori, ha così raccontato la genesi di questa iniziativa: “L’idea è nata dal progetto bagno di Elisa Ossino, Balnea. Ispirati dalle bellissime tende in lino della collezione Balnea, abbiamo voluto reinterpretarne l’idea all’interno di tutto lo spazio per creare il desiderio di vivere l’ambiente. Spazi nascosti che si possono vedere da lontano ma non toccare, come se fossimo spettatori che guardano da dietro una tenda.

Render di Elisa Ossino Studio – Hidden Rooms Concept

Un progetto ambizioso, del quale Gabriele Salvatori ha voluto sottolineare la complessità: “La collaborazione con John Pawson, Piero Lissoni ed Elisa Ossino nasce dall’ammirazione per la loro capacità di saper valorizzare le proporzioni e la purezza delle linee. L’equilibrio che contraddistingue il lavoro dei designer che abbiamo invitato a partecipare ad Hidden Rooms, è perfettamente allineato con il design di Salvatori.

John Pawson, con Ellipse Collection, ha creato una collezione di vasi e utensili per la casa che hanno come denominatore comune la rigorosa semplicità delle forme unita alla funzionalità.

Tavolo Renè Bistrot, Collezione Pietre Perdute di Piero Lissoni – Hidden Rooms

La collezione Pietre Perdute di Piero Lissoni è la perfetta sintesi dei valori Salvatori. Innovazione nel design per un uso rispettoso del materiale, valorizzazione della storia e della cultura, sostenibilità ambientale, recupero di materiali nobili che altrimenti sarebbero andati perduti unito a un design sobriamente sofisticato e contemporaneo.
Elisa Ossino arricchisce la propria ricerca sull’interpretazione del marmo bianco di Carrara con Balnea, la nuova collezione per il bagno disegnata per Salvatori.
Sulla scia del successo della collezione Adda, di David Lopez Quincoces, una nuova finitura in pietra naturale, pensata per soddisfare le crescenti esigenze sia del segmento Hospitality che del settore residenziale.

DesignSingapore Council ha organizzato un aperitivo nella splendida cornice di Palazzo Crespi a Milano nel quale ha spiegato le sue attività programmatiche. Istituito nel 2003 per aiutare a sviluppare il settore del design nazionale, la sua funzione è quella di concretizzare gli obiettivi del Economic Review Committee che identificava l’industria creativa come uno dei tre nuovi settori (tra cui istruzione e assistenza sanitaria) per la crescita economica. Lo sviluppo del settore del design può aiutare a migliorare la creazione di valore di Singapore, nonché contribuire alla crescita economica e al progresso sociale del paese.

La vision del DesignSingapore Council è quello di creare a Singapore un’economia dell’innovazione, dando vita, entro il 2025, ad una città completamente orientata verso il design. Il lavoro dell’organizzazione si concentra su tre aree. In primo luogo, aiuta le organizzazioni e le imprese a utilizzare il design come strategia per la crescita aziendale. In secondo luogo, coltiva talenti pronti per l’industria, esperti nel design e nell’innovazione, creando nel contempo una forza lavoro orientata al design. Terzo, promuove il marchio di Singapore sia in ambito domestico che sviluppando relazioni in tutto il mondo.

Mark Wee, Executive Director di DesignSingapore Council, e Agnes Kwek, Design Ambassador

Singapore è stata designata dall’UNESCO Creative City of Design nel dicembre 2015. Questa investitura supporta lo sviluppo di una cultura creativa e di un ecosistema a Singapore che integra pienamente design e creatività nella vita di tutti i giorni. È anche un’opportunità per Singapore di collaborare a livello internazionale con le città della rete di città creative dell’UNESCO (UCCN). L’ufficio City of Design è situato all’interno del DesignSingapore Council per coordinare e implementare programmi che contribuiscono alla missione UCCN.

All’incontro milanese erano presenti l’architetto Mark Wee, Executive Director di DesignSingapore Council, e Agnes Kwek, Design Ambassador dell’organizzazione.

Fondata nel 2007 a Como, Draga & Aurel è uno studio di design multidisciplinare specializzato nella realizzazione di mobili, tessuti e attivo nel settore dell’interior design. Nel corso del Salone del Mobile 2019 hanno lanciato la collezione Transparency Matters’.

Transparency Matters by Draga&Aurel, image by Riccardo Gasperoni

Draga e Aurel si sono ispirati ai volumi semplificati del minimalismo, la retrosperimentazione avveniristica della Space Age design e dei modelli di Optical Art. Hanno in questo modo brillantemente sintetizzato queste diverse influenze per costruire una collezione completamente nuova, interamente fabbricata a mano nel loro Atelier a Como. Lavorando con resina colorata, bronzo, ottone, vetro fuso e mobili vintage, il duo ha progettato sedute, tavoli, librerie, scrivanie e divisori che si estendono sia in interni che all’aperto.

Draga Obradovic osserva: “Il titolo della mostra ha un doppio significato. La trasparenza per noi è di primaria importanza. Si riferisce ai materiali trasparenti utilizzati nella collezione – resina fusa, vetro e plexy – ma anche come le nostre evoluzioni come designer. Dalla Trasparenza, pensiamo alla trasformazione, alla transizione, alla trasgressione, alla transnazionalità:tutte le parole che ci descrivono nei nostri dieci anni di lavoro insieme“.

Transparency Matters by Draga&Aurel, image by Riccardo Gasperoni

Questa collezione è un simbolo della nostra evoluzione come designer e artisti. Ci siamo avvicinati al progetto in modo olistico, padroneggiando nuovi processi, lavorando con nuovi materiali e creando ogni pezzo a mano nel nostro atelier. Progettare questa collezione è stata per noi un’opportunità per esprimere la nostra gioia e pensare fuori dagli schemi dopo un decennio di collaborazioni“, ha aggiunto Draga Obradovic a margine della presentazione della nuova mostra.


Promemoria
per presentare la ‘sua’ casa, ha allestito uno spazio disegnato con tutte le prerogative di una abitazione reale: un autentico Atelier of Beauty. Qui Promemoria si racconta, esprime la sua filosofia e narra la sua storia attraverso i manufatti nuovi, accanto a quelli più conosciuti.

Due le ragioni che hanno portato a fare dello stand Promemoria 2019 una vera residenza. La prima ha l’intenzione di presentare i pezzi nuovi in un contesto reale che ne suggerisce l’uso attraverso un’ampia scenografia. La seconda, mette in luce la creatività dell’azienda lariana, ormai comprovata dalle numerose realizzazioni nel mondo, nel realizzare progetti a 360 gradi.

Promemoria 2019

Ci piace entrare in punta di piedi ”afferma Romeo Sozzi. E nelle sue parole si ritrova lo spirito di chi non ama l’iperdesign né i gesti clamorosi, che rispetta la tradizione e le notevoli capacità artigianali che ogni arredo Promemoria porta dentro. E aggiunge: “Saranno le proporzioni, i dettagli e i colori a parlare con eloquenza”.
Il progetto – opera di Davide Sozzi – esprime personalità ed eleganza attraverso una visione di insieme coerente che riserva grande attenzione ai dettagli. Calma e tranquillità sono gli stati d’animo che suggerisce, grazie ad un percorso che declina un unico materiale, il mogano.

Promemoria 2019

La casa Promemoria ha una pianta libera in cui il visitatore può sperimentare la fluidità degli spazi, avvolgenti come involucri grazie al calore del legno ma capaci di lasciare libera l’immaginazione affinché ciascuno possa sognare la personalizzazione che corrisponde ai suoi desideri più segreti. Frutto di una ricerca prolungata nel tempo, la nuova collezione di tessuti rivede e amplia l’offerta Promemoria puntando soprattutto sullo studio del colore e della tattilità.

Promemoria 2019

Il nuovo orientamento guarda alla moda, sicuramente più fantasiosa e libera nel proporre una varietà di trame, di colori e di stampe pressochè illimitata. Tessuti realizzati a mano, di notevole impatto visivo, sete stampate, velluti di seta e lini valorizzati dalla presenza dell’oro e colorati all’acqua con inchiostri naturali sono parte della collezione 2019.

SLIDE al Salone del Mobile di Milano 2019

SLIDE, celebre per la produzione di mobili luminosi, ha realizzato uno stand che evoca la lounge di un rooftop, sfruttando la decoratività delle nuove texture e dei materiali per ricreare un ambiente confortevole ed elegante.
L’azienda ha presentato arredi versatili, indoor e outdoor, per terrazze e portici coperti, da distribuire in un giardino, e anche all’interno di spazi abitativi. I nuovi pezzi della collezione, presenti anche nello showroom milanese, consentono a ogni prodotto di essere unico, poiché al processo industriale è affiancato un lavoro artigianale.

L’attenzione di SLIDE verso l’ambiente ha dato vita ad un nuovo colore ottenuto da materiale riciclato, il Mahogany Leather, che si va ad aggiungere ai classici della produzione SLIDE come i colori Elephant, Argil e Dove Grey, Jet Black, Chocolate Brown e Malva Green.

SLIDE 2019: GIOTTO di Roberto Paoli

Roberto Paoli contribuisce alle novità introducendo la lampada a sospensione GIOTTO – un cerchio di luce – e CORDIALE, una nuova linea da bar di banconi e mobili luminosi vintage e con un effetto Art Déco.

SLIDE 2019: OTTOCENTO di Paola Navone

Paola Navone è la creatrice di OTTOCENTO dining collection, tavoli da pranzo disponibili con diversi effetti marmorei e dimensioni.
Il Saddle Leather della collezione MARA di Lorenza Bozzoli è caratterizzato da un divano, poltrona e pouf, ed è completata dai cuscini, i cui tessuti sono adatti ad uso outdoor in quanto impermeabili.

SLIDE 2019: SPIN DI Fabio Novembre

Alla prima collaborazione con il brand è invece Fabio Novembre, che firma il progetto SPIN, una lampada a sospensione modulare il cui disegno nasce dalla torsione di un elemento parallelepipedo.