‘Morso di rana’, il romanzo di Margherita Boldini

Ci sono scelte che solo il cuore conosce, verità custodite in un luogo inaccessibile. Ci sono decisioni che non scegliamo di prendere perché sono loro a farlo per noi, portandoci verso orizzonti che mai avremmo immaginato possibili. Ci sono gioie assolute, limpide come certi giorni di maggio in cui l’impossibile non esiste. Ci sono amori inevitabili che ci guidano verso territori sconosciuti, in cui vaghiamo colmi di stupore e speranza. Ci sono verità che scegliamo di guardare negli occhi e altre che fingiamo di non riconoscere quando le incrociamo sul nostro cammino. Ci sono dolori assoluti che accogliamo come piccoli soldati disarmati, accerchiati da pesanti artiglierie pronte a colpirci da ogni direzione. Battaglie in cui vincere o perdere non conta, in cui il coraggio dimostrato è la nostra medaglia al valore, che risplende nella buia notte della vigliaccheria che ci circonda. In Morso di rana (Argento Vivo Edizioni) c’è tutto questo. Le esistenze di due donne diverse tra loro, che scorrono parallele senza incontrarsi mai. Eppure qualcosa le unisce, facendole sprofondare in quella materia chiamata amore, che è densa e fluida allo stesso tempo, come la scrittura dell’autrice, Margherita Boldini. Due storie d’amore e coraggio, di morte e rinascita, di quella vicinanza al cuore pulsante della vita e ai suoi misteri che solo le donne sanno comprendere e talvolta anche raccontare.