Tra il 1963 e il 1965, una troupe di documentaristi aveva registrato ore di girato delle esibizioni e dei dietro le quinte del festival di Newport, il più importante festival di musical folk al mondo, che proprio in quegli anni stava prendendo il volo e aveva lanciato le carriere di vari artisti, tra cui Bob Dylan, Peter, Paul and Mary, e Joan Baez.
Quei materiali sono rimasti inutilizzati fino a oggi, quando Robert Gordon e i suoi collaboratori li hanno recuperati e ne hanno tratto un documentario commovente, un ritratto di un sogno di uguaglianza che sembra utopia negli Stati Uniti contemporanei. Gordon ha il grande merito di bilanciare lo spazio dato ai cantanti più e meno famosi: una scelta che non solo permette allo spettatore di comprendere meglio la storia del festival, allontanandosi dal personalismo che naturalmente accompagna i film biografici, ma anche di ascoltare tradizioni musicali poco sconosciute, tra cui per chi scrive brilla il canto tradizionale dei lavoratori della Nuova Scozia. Le parole sono poche e rimangono solo audio, senza inutili incursioni di interviste contemporanee: parla la musica, e la sua eloquenza è degna di Cicerone.
Gordon racconta alla perfezione le radici democratiche e sociali del festival, che pagava tutti alla stessa maniera e dava spazio a tutte le tradizioni musicali degli USA, permettendo un incontro tra generazioni ed etnie diversissime. Si creava così non solo un terreno fertile per la contaminazione artistica e la creatività, ma un punto di incontro dove si superavano tutte le divisioni civili e sociali che allora, ancora più di oggi, laceravano gli Stati Uniti. Bob Dylan e Joan Baez si esibivano a fianco di Johnny Lee Hooker e Odetta, il nuovo folk di Peter, Paul and Mary e il nuovo blues di Paul Butterfield incontrano i padri del genere come Ramblin’ Jack Elliott e Skip James: celebrità e sconosciuti, neri e bianchi, tradizionalisti e innovatori: tutti insieme nel nome di un sogno di uguaglianza per tutti.
Un’utopia durata solo pochi anni, prima che il commercio prendesse il sopravvento, che ha però permesso lo sviluppo di idee di pace e solidarietà che oggi sembrano impossibili, un sogno destinato a perdersi nel vento, ma che in quegli anni aveva messo solide radici e contribuito a cambiare il mondo.










