Esistono film di guerra e film contro la guerra. Pur scostandosi dal libro omonimo di Erich Maria Remarque su cui si basa – motivo per cui ha ricevuto alcune critiche negative in Germania – Niente di nuovo sul fronte occidentale racconta la guerra in modo disperato e terrificante.
Nel 1917 il diciassettenne Paul Bäumes (Felix Kammerer) si unisce all’esercito tedesco con tre compagni di scuola e contro il parere dei suoi genitori. Entusiasmo, patriottismo e cameratismo che lo hanno convinto ad arruolarsi sono il frutto della propaganda dei professori. Appena arrivato sul fronte Occidentale, in Francia, i sorrisi, le canzoni cantate a squarciagola e l’altisonante “per il Kaiser, Dio e la madre patria” lasciano presto il posto al rumore delle granate, al fango e alla brutalità della guerra di trincea, che dal 1914 al 1918 fece complessivamente 17 milioni di morti.
Paul si lega sempre più agli amici e ai nuovi commilitoni, soprattutto Kat (Albrecht Schuch) e Tjaden (Edin Hasanovic) mentre intorno a loro la quotidianità di morte e violenza diventa qualcosa di insostenibile e – paradossalmente – l’unica esistenza possibile.
Basata sul bestseller omonimo dello scrittore tedesco Erich Maria Remarque – che descrisse la sua personale esperienza al fronte, pubblicato nel 1928, sottoposto a censura preventiva in Italia e a censura (con roghi) nella Germania nazista – la prima trasposizione cinematografica a produzione e cast interamente tedeschi di Niente di nuovo sul fronte occidentale diretta da Edward Berger ne mantiene il chiaro messaggio su inutilità e stupidità della guerra.
Essendo una produzione Netflix, quindi destinata a un mercato globale, il regista sceglie di aggiungere alcune parti che integrano la narrazione più essenziale del libro. In particolare le scene sui negoziati condotti da Matthias Erzberger (Daniel Brühl) sono un espediente narrativo non solo per chiarire il contesto storico, ma anche per contrapporre gli ambienti eleganti in cui si svolgono i negoziati alle trincee piene di morti. Mentre i giovani muoiono a migliaia, i negoziatori si trastullano con clausole varie che ritardano la fine della guerra e la dichiarazione del cessate il fuoco. Berger cambia anche il finale, e portando il titolo dall’ultima pagina del libro (il protagonista muore in una giornata in cui dal fronte non ci sono novita’, da cui il titolo del libro) all’inizio del film compie forse l’unica scelta discutibile in una sceneggiatura (scritta dal regista con Lesley Paterson e Ian Stokell) altrimenti essenziale e potente.
Paul vede cadere uno dopo l’altro i suoi compagni nelle violente battaglie che seguono le lunghissime attese in trincea, dove i soldati vengono ritratti dalla sensazionale fotografia di James Friend (candidato all’Oscar) che ci porta dentro le trincee, mentre la inquietante e a tratti ipnotica colonna sonora di Volker Bertelmann (una delle nove candidature agli Oscar) e un lavoro sul suono rendono l’esperienza dello spettatore di totale immersione, specialmente in sala cinematografica.
Berger non edulcora la realtà e soprattutto la rende poco eroica: soldati sempre più giovani venivano mandati al macello per conquistare, a volte, poche decine di metri. Costretti in spazi angusti e infestati da topi e parassiti, infreddoliti e coperti di fango, un’intera generazione di giovani tedeschi venne spazzata via sul fronte occidentale della Francia. Berger ricrea l’angoscia e la sofferenza spingendosi oltre l’operazione fatta da Sam Mendes con 1917. La lezione è chiara: alla fine della guerra, alle 11 del giorno 11-11 1918 non ci sono vincitori, ma solo vinti e vittime. Il paesaggio distrutto sembra extraterrestre, i morti hanno gli occhi spalancati e sono coperti dal fango. La guerra è un inferno, e questo film lo mostra in dettaglio.
Niente di nuovo sul fronte occidentale ha vinto sette Bafta (tra cui miglior film, Miglior regista e Miglior Sceneggiatura non originale) ed è candidato a nove premi Oscar.
Il Making of
Quanti tipi di fango è stato necessario riprodurre per Niente di Nuovo sul fronte Occidentale? Quante uniformi sono state cucite? Quali sfide per costruire le scenografie e quali accorgimenti tecnici ha adottato il direttore della fotografie James Friend? Dopo aver visto il film, prendetevi venti minuti per seguire “Making All Quiet on the Western Front” sempre disponibile su Netflix.
Titolo Originale: Im Westen Nichts Neues
Regia: Edward Berger
Sceneggiatura: Edward Berger, Lesley Paterson e Ian Stokell (basato sul romanzo Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale di Erich Maria Remarque, pubblicato in Italia da Neri Pozza)
Cast: Felix Cammerer, Albrecht Schich, Aaron Hilmer, Moritz Claus, Adrian Grünewald, Daniel Brühl Thibault de Mantalembert
Paese : Germania, Usa, UK
Durata: 148 minuti
Sito Ufficiale: https://www.imwestennichtsneues.net/gallery/
Uscita: disponibile su Netflix





















