venerdì, Luglio 17, 2026
Home Lovers Film Festival 2018 “Permanent Green Light” di Dennis Cooper e Zac Farley

“Permanent Green Light” di Dennis Cooper e Zac Farley

Cose che contano e cose che non contano

Risuona veramente agghiacciante la ricerca della “bella morte” fine a se stessa, ma bella intesa come spettacolo straordinario, come numero di “like”, con ammiratori impressionati. Su questo argomento vertono le conversazioni di un gruppo di giovani appena maggiorenni ma già sazi di vita. Anzi, già maggiorenni e tuttavia non ancora abbastanza maturi da comprenderne l’importanza e unicità. Eppure sono colti, benestanti, lontani dal degrado e dalla miseria. Forse lontani anche dalla realtà, soli e isolati nei loro mondi virtuali, indifferenti a tutto, indolenti, insensibili.

Per nulla malvagi, niente affatto violenti, non vogliono far male a nessuno; ma è come se ogni prassi consolidata, ogni emozione, anche la più istintiva come l’orrore o la paura, fossero anestetizzati, le reazioni del tutto imprevedibili: di fronte a un amico impiccatosi e ancora lì, appeso alla corda, il primo istinto non è di provare a soccorrerlo o di chiamare aiuto, bensì di farsi una canna, in totale tranquillità, argomentando acutamente e dottamente sul fatto che “le cose che contano muoiono, quelle che non contano finiscono”.

Ogni giustificazione che cerchi responsabilità in famiglia o società pare sopravvalutata di fronte all’orrore del suicidio cercato e spettacolarizzato, fine a se stesso, senza risvolti alcuni di lotta politica, sociale o religiosa: il vuoto.

Questo film, diretto dagli statunitensi Zac Farley, artista visivo, e  Dennis Cooper, romanziere, è stato presentato in concorso alla 33esima edizione di “Lovers”, nell’aprile 2018 a Torino. La vicenda prende liberamente ispirazione, come spiega Cooper, dal caso del giovane australiano Jale Bilardi, arruolatosi nel 2014 in ISIS ma morto per una banalità, inciampando, senza aver ucciso nessuno. Ma, secondo Cooper, Bilardi aveva in comune con moltissimi occidentali che si affiliano ai terroristi, l’intento  non di fare strage di vite altrui, bensì di autodistruggersi, purché spettacolarmente. Un assunto reso efficacemente dalla encomiabile, straniante interpretazione dei giovani attori.

Il titolo “Permanent Green Light”, precisa Farley, non ha nulla a che vedere con la trama: è infatti il titolo di una canzone e il nome di una band degli anni ’80 e ’90: “Come titolo ci stava bene”, sostiene.