“Pinocchio” di Robert Zemeckis
Tra il 1883 e il 2008, sono state più di un centinaio le edizioni delle Avventure di Pinocchio (1881-1883) di Carlo Collodi, apparse per la prima volta sul “Giornale per i bambini” diretto da Guido Biagi con il titolo La storia di un burattino.
Robert Zemeckis prende in mano la versione di Pinocchio di Walt Disney del 1940, diretta da Hamilton Luske e Ben Sharpsteen, colonna sonora compresa (qui curata da Alan Silvestri), e ne fa un suo omaggio (a Disney) in live-action, riscrivendolo in chiave moderna, e rispettando le nuove normative politically correct di cui la Casa di Topolino si sta facendo bandiera.
Ci sono poi il gatto (muto) e la volpe, c’è Mangiafuoco con il suo teatro (notevole l’idea delle rivendicaizoni sindacali delle altre marionette che vogliono ribellarsi e dar vita a una compagnia tutta loro), c’è Lucignolo, e ovviamente il grillo parlante, e compare un nuovo personaggio: il gabbiano Sofia. Il tutto è assemblato con colore e armonia.
Questo Pinocchio si sarebbe meritato almeno un passaggio in sala. Sarà disponibile dall’8 settembre solo sulla piattaforma Disney+.
Pinocchio si fa voler bene per l’approccio sincero e allegro, forse un po’ da fan, di Zemeckis che ha fatto un lavoro di restauro portando freschezza e fantasia alla versione animata.
È un film che sa tenere in buona compagnia con un finale a sorpresa.