“Placido il diavolo”: il nuovo romanzo di Carmelo Ucchino, viaggio in penombra tra le crepe dell’anima

La narrazione trova forza quando sa intrecciare la cronaca con il dramma interiore, la testimonianza con l’attenzione alla psicologia dei personaggi. È in questo fecondo solco che si inserisce “Placido il diavolo” (Infinito Edizioni, 2026), ultimo intenso romanzo di Carmelo Ucchino, arricchito dalla prefazione di Paolo Di Paolo: un’opera che interroga con vigore e profondità il confine tra memoria, trauma ed enigma umano, alternando momenti tragicomici e momenti quasi picareschi.

La vicenda prende il via in un’atmosfera sospesa e tesa: la stazione Termini di Roma in stato d’emergenza. Da qui ha inizio un viaggio in treno verso la Sicilia che mette in contatto il narratore-protagonista con don Placido, anziano ed enigmatico italo-americano, scortato nell’isola per trascorrerne gli ultimi anni. L’illusione di una quiete finale si trasforma presto in un’intricata parabola, costellata di riusciti colpi di scena.

In perfetta sintonia con una sensibilità visiva – sempre attenta alle geometrie di luce e ombra – oltre che olfattiva, uditiva e persino gustativa, la scrittura di Ucchino rifiuta la scorciatoia del verismo scandalistico. Lo stile si distingue per un’impostazione quasi cinematografica e uno sguardo tendente a essere antropologico, in cui il dettaglio d’ambiente diviene talvolta metafora dello stato d’animo dei personaggi e rappresentazione di luoghi fortemente riconoscibili. La prosa alterna la cadenza asciutta della cronaca a momenti di incalzante lirismo, trasformando gli ambienti siciliani e le vie della Capitale in reali paesaggi-specchio dell’umanità.

Il principale punto di forza risiede nella capacità di ribaltare lo stereotipo: don Placido non viene offerto al lettore come una figura monolitica o caricaturale, bensì come un enigma umano divorato dal proprio passato e dall’imminenza del giudizio. La narrazione procede per ellissi e graduali riavvicinamenti, mantenendo una tensione costante tra il dovere di testimoniare e la consapevolezza del mistero. Ucchino firma un libro stratificato e profondo, capace di scavare a fondo nelle crepe dell’identità umana svelando quanto l’autenticità di un territorio sia il tratto necessario per un’ambientazione credibile e coinvolgente, complice la commistione stilistica e linguistica tra italiano e siciliano di area jonica messinese (forse parzialmente sotto il segno di Andrea Camilleri, esplicitamente citato per sineddoche come elemento interno alla narrazione stessa).

Prossimo appuntamento con l’autore – in dialogo con Fabrizio Sergi e Paola Rifatto – lunedì 24 agosto, alle h. 18:30, presso Palazzo Cultura-Villa Ragno di Santa Teresa di Riva (ME).

L’autore Carmelo Ucchino ad una presentazione del suo ultimo romanzo. ©️Mondadori Albano Laziale

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