“Quel che resta del Cinema” nella storia di copertina di Aprile della Rivista del Cinematografo

La cover story del  numero di Aprile della Rivista del Cinematografo, sullo sfondo della foto più significativa dell’anno trascorso, la preghiera  in solitudine di Papa Francesco in una Piazza San Pietro deserta quel 27 marzo in pieno lockdown , introduce la riflessione sugli effetti collaterali di una situazione che , dall’11 settembre all’attuale pandemia globale, sembra annullare il confine tra realtà e narrazione cinematografica . Una riflessione che Mons. Davide Milani, direttore della RdC , pone all’attenzione di Paolo Ruffini, prefetto del dicastero per la comunicazione della Santa Sede, secondo il quale “A volte la nostra società rischia di farci perdere la profondità delle cose, di farci credere che la vita sia un set. Non è così. C’è ancora bisogno del cinema, della sua potenza nel decifrare l’oggi e il domani dentro i tornanti imprevisti della storia“. Mons. Milani si chiede se esisterà un cinema dopo la pandemia, se le immagini potranno imprigionare l’essenza della catastrofe in corso, ed auspica un cinema con il cuore, che porti l’umanità verso l’uscita dalla solitudine e dall’egoismo. Nella cover story “Quel che resta del cinema” trovano spazio  numerosi interventi di studiosi, critici e osservatori, tra cui il sociologo e scrittore Alberto Abruzzese, che analizza l’evoluzione della settima arte, il direttore artistico della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Alberto Barbera, sul tema della trasmigrazione dall’analogico al digitale,  il redattore della RdC Federico Pontiggia, su realtà e sospensione dell’incredulità,  il critico Paolo Bertolin sulle nuove tendenze del linguaggio , e la psicoanalista Simona Argentieri, che propone “un viaggio al termine dell’audiovisivo”.  In questo numero (disponibile dal 1° Aprile e acquistabile al link www.cinematografo.it/riviste/ o scrivendo a abbonamenti@entespettacolo.org) trovano inoltre spazio le consuete rubriche di G. Riotta, N. Terranova, G. Poretti, B. Fornara e C. Tagliaferri, oltre a una rassegna delle opere in gara agli Oscar la cui premiazione è prevista per il prossimo 25 aprile.