Becket Redfellow (Glen Powell) è un outsider cresciuto lontano dalla sua famiglia d’origine: una dinastia ricchissima che lo ha rinnegato alla nascita. Determinato a reclamare ciò che ritiene suo di diritto, Becket mette in atto un piano ambizioso e spietato: eliminare tutti i parenti che lo precedono, salire gradino dopo gradino la scala per raggiungere i miliardi di eredità del patriarca di famiglia, il temuto e riverito Whitelaw Redfellow (Ed Harris). Ma sarà la sua vecchia compagna di scuola Julia Steinway (Margaret Qualley), oggi una femme fatale, a scompigliare le carte per Becket, fino allo scontro finale con il feroce nonno, la prigione da cui Becket racconta la sua storia a un prete e un finale in cui non è l’amore a trionfare….
Rivisitazione “molto, molto libera” – secondo il regista John Patton Ford – del più felice e più dark Kind hearts and Coronets (in italiano Sangue Blu) del 1949, Ricchi…da morire – Delitti in famiglia addomestica la perfidia britannica a una versione americana al passo coi tempi, con una (scarsa) comicità che si affida molto alle faccette di Powell e al fascino di Margaret Qualley, purtroppo con risultati non sempre all’altezza.

Becket Redfellow cresce con una madre che è stata ripudiata dal ricchissimo padre per una relazione con uno spiantato musicista e un bambino illegittimo in arrivo. Costretta a passare dai castelli con domestici agli appartamenti del New Jersey, cresce il piccolo Becket con l’idea che lui “meriti” l’eredità di famiglia, ma, soprattutto, con ambizioni da miliardario che non si accoppia esattamente con lo stile di vita da commesso in un negozio di abbigliamento a Manhattan (irriconoscibile perché il film per qualche bizzarro motivo è stato girato in Sud Africa). Quando la madre muore, Becket viene ulteriormente rifiutato dalla famiglia. La voglia di vendetta è forte, l’incontro casuale con la ex compagna di scuola Julia Steinway e il suggerimento scherzoso di lei (ma forse no?) di eliminare tutti i sette parenti-concorrenti e diventare l’unico erede di 28 miliardi di dollari, diventa per Becket lo scopo della vita.
Non che i suoi parenti, a lui sconosciuti, siano particolarmente degni di nota – ma sufficientemente caricaturali – e la sociopatia di Becket trova giustificazione proprio nei loro non-talenti, tranne per lo zio Warren (Bill Camp), che decide di dare fiducia a Becket e accoglierlo nell’azienda di famiglia, anche se questa decisione non lo salverà.

A complicare ulteriormente le cose, Becket inizia una relazione con Ruth (Jessica Henwick), la fidanzata di uno dei cugini che lui stesso ha eliminato. Due agenti dell’FBI cominciano a nutrire qualche sospetto sulla catena di disgrazie che ha colpito la famiglia Redfellow, anche se naturalmente sarà l’unico delitto non commesso da Becket a condurlo dietro le sbarre. E naturalmente anche Julia funziona un po’ da ago della bilancia: ispiratrice del piano, poi ricattatrice, pericolosa manipolatrice e cacciatrice di denaro fino alla fine.

Con due tra i più presenti e fascinosi attori del momento, la satira nei confronti degli ultraricchi, una buona dose di cattiveria, cosa potrà mai andare storto? Purtroppo i guai iniziano con la sceneggiatura, sempre opera del regista: prevedibile, senza veri colpi di scena e senza guizzi che possano farci sorridere – trattandosi di una commedia – o empatizzare con qualche protagonista. Glen Powell sembra aver lasciato a casa il suo carisma (basti pensare a Hit Man di Richard Linklater), e Margaret Qualley è poco credibile come femme fatale in grado di segnare il destino degli uomini che la circondano. E, purtroppo, non basta il cameo di Ed Harris a salvare da una certa noia i 110 minuti di durata.
Titolo Originale: How to make a killing
Regia: John Patton Ford
Interpreti: Glen Powell, Margaret Qualley, Ed Harris, Jessica Henwick
Sito Ufficiale: https://ricchidamorirealcinema.it/
Distribuzione: Lucky Red
Uscita Italia (cinema): 17 giugno 2026











