Il regista algerino Yanis Koussim, classe 1977, dopo diversi cortometraggi, debutta con il suo primo lungometraggio, anche sua la sceneggiatura, alla Settimana della Critica della 82. Mostra del Cinema di Venezia.
Roqia è un film sul male tentacolare sempre in agguato.a
1993. A seguito di un incidente d’auto che gli ha causato un’amnesia, Ahmed torna al suo villaggio natale, dove nulla gli appare familiare, né la moglie né i figli. Il più piccolo, spaventato dal volto bendato di Ahmed, lo teme profondamente. Ogni notte, strani visitatori tormentano Ahmed, sussurrando litanie in una lingua sconosciuta. Chi sono? Perché il vicino di casa, un cosiddetto amico, lo inquieta? Ai giorni nostri, Raqi, un ormai anziano esorcista musulmano, lotta contro l’Alzheimer. La perdita di memoria e i comportamenti erratici preoccupano il discepolo che comincia a temere il peggio, mentre la violenza di diffonde in città e le persone possedute parlano in lingue misteriose. Nel passato, Ahmed ha paura di riacquistare la memoria, mentre il discepolo teme che il declino del suo maestro possa scatenare un male atavico.
Roqia è una storia che non percorre strade sicure, ma abilmente fa suoi i codici del genere horror per esplorare e mostrare i meandri della pericolosità del fanatismo che genera terrore e guerra.
Yanis Koussim riesce a ricreare un clima cupo, claustrofobico, inquietante.
Attraverso i suoi protagonisti mostra l’impatto realistico con risvolti di critica sociale sugli effetti della guerra.









