“Rothko a Firenze”: Palazzo Strozzi accoglie una grande retrospettiva sull’artista

Crediti: © S. Fidelio

Presso la suggestiva cornice delle sale interne di Palazzo Strozzi, il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana e il Museo di San Marco, ha preso il via lo scorso 14 marzo un’approfondita mostra su Mark Rothko, uno dei protagonisti chiave dell’arte del XX secolo. Il termine è previsto per il 23 agosto 2026.

L’esposizione, che vede Intesa Sanpaolo come Main Partner, presenta oltre 70 opere, molte delle quali visibili per la prima volta in Italia; tra i musei da cui provengono le opere si annoverano il MoMa e il Met di New York, la Tate Gallery di Londra e il Centre Pompidou di Parigi. Le sezioni del percorso espositivo attraversano i diversi momenti della ricerca dell’artista, vissuta in parte – come testimonia Christopher Rothko, curatore insieme ad Elena Geuna – dagli anni ’30 fino al tragico termine della vita di Rothko, la cui morte per suicidio avviene il 25 febbraio 1970 a New York. Le sale espositive del percorso principale, a cui si aggiungono i due spazi “indipendenti”, sono dieci, e seguono un criterio diacronico crescente. Grazie a quest’organizzazione organica il visitatore è portato ad entrare a pieno nell’opera di Rothko e nella sua costante evoluzione: prima tappa è metaforicamente un autoritratto, come a voler invitare all’autopercezione, al riconoscimento di sé in una dimensione di visione e atto come momenti di un’esperienza spirituale. Le tele dai colori densi e “geometrici” a cui l’immaginario collettivo lega il nome dell’artista diventano così, dunque, un punto di palingenesi: arrivo e partenza insieme; il cambio dei colori e del materiale dei supporti suggerisce un rinnovamento interno continuo, figlio di una necessità prima che di una scelta stilistica.

Da Palazzo Strozzi il progetto si estende a tutto il capoluogo toscano, coinvolgendo due luoghi particolarmente cari all’artista, il quale si è più volte recato in Italia, nelle sezioni speciali di due importanti istituti del Ministero della Cultura: il Museo di San Marco, che riapre l’intero percorso museale, e la Sala del Beato Angelico riallestita, con cinque opere esposte in altrettante celle affrescate dall’Angelico, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, con due opere in dialogo con lo spazio progettato da Michelangelo.

L’esposizione – che crea un lungo fil rouge tra il Rinascimento italiano e l’arte novecentesca – dà ai fruitori la possibilità di vedere da vicino opere spesso viste solo su schermi o pagine di libri: la matericità della pennellata, la densità dei colori, i dettagli visibili solo a pochi centimetri di distanza sono insostituibili e, in una società sempre più spesso “vittima” di un’immagine generata o manomessa, risulta una reazione necessaria.

Crediti: © S. Fidelio

Per ulteriori informazioni e biglietti visitare il sito di Palazzo Strozzi.