Si conclude la personale ‘Racconti Vagabondi’ di Igort

L'arte del vagabondo del fumetto in mostra a Cremona

igort racconti vagabondi cremona

Si conclude ufficialmente la personale ‘Racconti Vagabondi’ dedicata a Igort presso il Centro Culturale S. Maria della Pietà di Cremona, organizzata dal Centro Fumetto ‘Andrea Pazienza’ per festeggiare i trent’anni dalla sua fondazione. Completamente gratuita, la mostra ha accolto dal 3 febbraio al 25 marzo quasi 2000 visitatori, offrendo visite guidate e laboratori per scolaresche alla scoperta di uno dei più celebri fumettisti italiani.

Igor Tuveri, in arte Igort, esordisce negli anni Settanta al fianco di Giorgio Carpinteri, Daniele Brolli, Lorenzo Mattotti e altri astri della striscia disegnata, pubblicando sulle riviste più importanti – una su tutte Linus, di cui assumerà la direzione a maggio di quest’anno – e dando vita ad alcuni dei progetti editoriali più visionari dell’ultimo ventennio, come Coconino Press – fondata nel 2000 assieme a Carlo Barberi – e la giovanissima Oblomov Edizioni. Al centro delle sue opere così come della sua attività di mecenate, la contaminazione col linguaggio del cinema, l’internazionalismo e l’attenzione per i giovani talenti, nella convinzione che il racconto a fumetti sia un’arte senza confini.

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Piuttosto che cercare di riassumere a parole la sterminata carriera dell’artista, la mostra preferisce far parlare le immagini. A parte la breve video introduzione, consistente nella presentazione del secondo volume dei Quaderni Giapponesi al Lucca Comics & Games dello scorso anno, lo spazio espositivo è dominato dal lungo tavolo raccogliente un esaustivo campionario di pubblicazioni. Una vera manna per gli appassionati, che hanno così modo di sfogliare perle ormai da anni fuori catalogo, come la miniserie Baobab o l’introvabile raccolta di Yoshihiro Tatsumi Lampi (Coconino, 2004), di recente ripubblicata e ampliata sempre da Coconino col titolo di Crocevia. E non mancano alcune chicche meno note, come le illustrazioni realizzate da Igort per ambiti esterni al fumetto.

Ma il piatto forte sono senza dubbio le tavole originali ad acquerello provenienti dai due Quaderni giapponesi, la cui cura infinitesimale è prova tangibile dell’amore di Igort per il Paese del Paese del Sol Levante, tra omaggi ai grandi maestri della tradizione pittorica – il citatissimo Hiroshige – , letteraria – lo haiku – e, ovviamente, del manga, di cui Igort è stato uno dei pionieri: sua la serie Yuri edita in Giappone da Kodansha a partire dal ’94, senza contare che sempre grazie a lui i maestri nipponici del fumetto per adulti (gekiga) hanno potuto colonizzare gli scaffali delle nostre fumetterie.

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Una tavola originale di “Yuri”

In esposizione anche alcuni brani e tavole preparatorie dei Quaderni ucraini (2010) e russi (2011), in cui disegni, pensieri e parole si armonizzano per raccontare i luoghi, i volti e le storie che sono rimaste nel cuore dell’autore nel corso dei suoi “vagabondaggi” alla scoperta di una parte della Storia europea spesso ignorata.

Una mostra che insomma ci invita a toccare con mano e non un’esposizione di stampo museale, che permette di conoscere direttamente coi propri occhi, attraverso la lettura dei libri in loco, la poliedrica figura dell’artista. È un’esperienza da godere prendendosi tutto il tempo necessario, esattamente come fa Igort nel dedicarsi al suo lavoro: curiosare tra le pagine dei volumi, soffermarsi sui dettagli degli acquerelli e, perché no, magari cimentarsi in prima persona in un disegno usufruendo degli strumenti messi a disposizione dal laboratorio del fumetto, sono rituali che ci riportano a quello che l’autore stesso vuole regalarci con ogni nuova storia, un momento per sognare e lasciarsi cullare dal racconto.

Imperdibile sia per appassionati che curiosi, non vediamo l’ora di ripetere questo incontro ravvicinato con l’arte di Igort sensei.