“Snowpiercer” di Graeme Manson

I ghiacciai si sono sciolti, le specie si sono estinte per il surriscaldamento. Gli scienziati hanno cercato di raffreddare la terra per riparare ai danni causati. Ma l’hanno congelata fino al nucleo.
Un miliardario, Mr Wilford, ha costruito un treno-arca. Negli ultimi giorni prima del gelo omicida, i ricchi, molti dei quali colpevoli del disastro ambientale, si sono rifugiati sullo Snowpiercer, lungo 1001 vagoni, che gira intorno alla terra senza fermarsi.
Gente comune, poveri, sopravvissuti dimenticati, che non avevano i soldi per il biglietto del treno, lo hanno assaltato per non morire assiderati. Alcuni sono stati gettati giù. Gli altri popolano il fondo del treno, senza finestre, con acqua e cibo razionati. 

Sono trascorsi 6 anni 9 mesi 26 giorni dalla partenza.
Temperatura esterna: -119,6 gradi Celsius.

Debutta su Netflix la serie Snowpiercer tratta dall’omonimo film del regista super Premio Oscar Bong Joon-ho. Tratto dalla graphic novel Le Transperceneige di  Jacques Lob (testi) e Jean-Marc Rochette (disegni), uscito nel 2013 è un film di fantascienza, ambientato in un futuro distopico, su un treno in corsa, con Chris Evans, Tilda Swinton, John Hurt, Jamie Bell, Song Kang-ho, Octavia Spencer, Alison Pill.
Snodo cruciale del film è la ribellione dell’ultima classe per conquistare la locomotiva, il proprio posto nel mondo come esseri umani.

La serie tv ha sofferto di una produzione piuttosto travagliata: 3 anni per provare ad appianare divergenze fra i produttori, fra i quali figura lo stesso Bong, la casa editrice Titan e il canale TNT.
Abbiamo visto in anteprima i primi 5 episodi (su 10) che la piattaforma Netflix sta per rilasciare.

Da sabato 25 saranno disponibili i primi 2 episodi.
Mentre dal 1 giugno, un episodio a settimana.

La serie è un prequel rispetto al film, dove il treno viaggiava intorno alla terra, in moto perpetuo (perché dal movimento trae l’energia) da 18 anni.
La serie ha un’ambientazione più lussuosa, meno cupa e disperata del film. C’è comunque la sete e la tragedia degli ultimi, la loro lotta di classe contro i privilegi e opportunità che non solo sono preclusi, ma che nemmeno possono immaginare. Lo showrunner è Graeme Manson, quello di Orphan Black e ha fatto un ottimo lavoro!

E lo spettatore resta ammaliato nel vedere come sceneggiatori e scenografi hanno creato: vagone acquario, con ogni tipo di specie marittima; il vagone orto, dove si coltivano anche le fragole; il vagone stalla; per non parlare di cibi, bevande, e altri raffinati dettagli.

La distinzione in classi rispecchia la maggior parte delle moderne società capitaliste: gli acquirenti di biglietti della prima classe godono di ineffabili privilegi, la seconda (scienziati, insegnanti e altri professionisti, vivono abbastanza comodamente) e terza classe (camerieri, inservienti) hanno delle limitazioni, sempre soggetti anche loro alla classe dominante; c’è poi un vagone, una specie di “Svizzera” dove tutto è concesso.

In onda al treno ci sono i “clandestini”, ammassati in vagoni senza finestre. Il loro scopo, la missione che si sono prefissati è quella di guadagnare vagoni, di risalire, di avere giustizia sociale.

Come nel film anche qui ci sono “cassetti”, in versione più sofisticata, ma sempre con lo stesso scopo: praticamente bare, dentro cui i criminali, ribelli, … finiscono sedati e nutriti artificialmente.

Ogni episodio è introdotto con un monologo da parte di un passeggero proveniente da una zona diversa del treno.
A condurre il treno, questo microcosmo sociale stratificato, e mantenere in perfetto equilibrio le ferree regole tra classi, sono circa 3000 sopravvissuti, c’è Mr Wilford, che nessuno ha mai visto prima, che parla attraverso una sua portavoce, glaciale e impeccabile Melanie Cavill (una sempre incantevole e perfetta Jennifer Connelly).


Nel primo episodio, l’ultima classe è in subbuglio, sta preparando una rivolta, sperando di non fallire come tre anni prima. Qui si snoda parte dell’originalità della serie rispetto al film. Quando i tempi sembrano essere maturi, uno di loro, Layton Well (Daveed Digg), ex poliziotto della omicidi, viene convocato nei vagoni di testa per risolvere un omicidio: un uomo è stato ammazzato e mutilato. Layton indaga e nel frattempo cerca di agevolare i “suoi” nella loro lotta di classe.

L’indagine per omicidio fa da sfondo a una vasta serie di sottotrame e introduce personaggi della più varia umanità.
Dai primi 5 episodi visti, possiamo dire che Snowpiercer è un intrigante thriller di fantascienza, visivamente appagante, con la giusta tensione, qualche scena efferata che non guasta mai, e la buona dose di carica intima e emotiva.

Cast: Jennifer Connelly, Daveed Diggs, Alison Wright, Mickey Sumner, Katie McGuinness, Susan Park, Lena Hall, Annalise Basso, Sam Otto,, Sheila Vand, Roberto UrbinaSasha Frolova

Showrunner:  Graeme Manson

Regista: James Hawes

Produttori: Mackenzie Donaldson e Holly Redford

Produttori esecutivi: Graeme Manson, James Hawes, Scott Derrickson, Matthew O’Connor  e, dal film originale, Bong Joon Ho, Park Chan-wook, Lee Tae-hun e Dooho Choi.