Stagione lirica di Padova ai blocchi di partenza

Continua al Teatro di Verdi di Padova la vendita di biglietti ed abbonamenti per i due titoli della Stagione Lirica 2019. Turandot di Giacomo Puccini andrà in scena venerdì 25 ottobre 2019 alle ore 20.45 e domenica 27 ottobre 2019 alle ore 16.00. Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart invece domenica 29 dicembre 2019 alle 18.00 e martedì 31 dicembre 2019 alle 20.45.

«Una Turandot attraverso il cervello moderno», si legge in una lettera di Puccini scritta durante il sofferto lavoro di composizione. Tale era l’ambizione nell’accostarsi al libretto tratto da una fiaba di Carlo Gozzi. Un testo il cui nodo centrale è proprio la psicologia di Turandot, personaggio contraddittorio per il quale Puccini sviluppò una vera e propria ossessione fino a volerne letteralmente «vivisezionare l’anima». È da questo spunto che prende le mosse la potente regia di Filippo Tonon nell’allestimento del Teatro Nazionale di Maribor.

Nel ruolo eponimo il giovane soprano australiano Rebeca Nash, l’imperatore Altoum sarà Antonello Ceron, il vecchio cieco Timur sarà il basso Abramo Rosalen, il principe Calaf sarà Gaston Rivero, Liù sarà interpretata dalla giovane Erika Grimaldi. Completano il cast Leonardo Galeazzi, Ping, Emanuele Giannino, Pang, Carlos Natale, Pong, Cristian Saitta, Mandarino, Tiberiu Marta, Il principe di Persia. L’orchestra e il coro del Teatro Nazionale di Maribor saranno diretti dal M. Alvise Casellati.

Note di regia

L’ambientazione originale sarà rispettata, ma la scena verrà trasfigurata da un velo di sogno. I contrasti risulteranno più aguzzi e gli elementi di scenografia saranno rimescolati in un gioco combinatorio che rispecchia il macchinare continuo dell’animo della protagonista. Ci sembrerà di essere dentro la mente di Turandot. Come spiega Filippo Tonon, il tema centrale di questa regia è proprio «il grande meccanismo della mente umana». O forse l’inconscio. Un gioco inesorabile e triste che s’inceppa solo quando il giovane Calaf riesce a superare le prove, ma continua a funzionare a termini invertiti grazie alla «rivincita» voluta da Turandot, a cui Calaf chiede di scoprire la sua vera identità.

Solo quando Turandot scopre il nome del principe, e quindi ha di nuovo in mano il destino del giovane, si aprirà un varco negli ingranaggi mortiferi della sua mente. Si creerà uno spazio di libertà e di indeterminatezza che consentirà alla principessa di uscire dalla sua fissazione. È solo in questi attimi, afferma Tonon, «che l’essere umano può vincere e superare il meccanismo, dicendo “basta, non più”. E la mente si apre alla luce e al mondo».

La grande incompiuta

Turandot è un lavoro che Puccini non riuscì mai a terminare. Il finale che ascolteremo, è quello di Franco Alfano, che viene usato sin dalle prime rappresentazioni del 1926. E forse non è un caso che un’opera che indaga così a fondo nell’animo umano sia rimasta incompiuta. Puccini, infatti, aveva esitato a lungo nello scrivere le sezioni conclusive, fino al punto di ipotizzare di sciogliere il contratto con l’editore e lasciare da parte l’opera. Una reticenza straordinaria, ma che si può comprendere se si pensa alla difficoltà di rendere la metamorfosi di Turandot e la sua improvvisa apertura alla vita.

Per informazioni:

Biglietteria Teatro Verdi: tel. 049/87770213

Comune di Padova – Settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche – Servizio Manifestazioni e Spettacoli 049 8205611-5623
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