Stardust è il nuovo documentario diretto da Jim Venturi e scritto da Anita Naughton, che narra la storia degli architetti visionari Robert Venturi e Denise Scott Brown, in un viaggio da Las Vegas a Roma, da Philadelphia a Londra, passando per Parigi e Venezia. A condurre la narrazione sono due elementi fondamentali: l’architettura e l’amore.

Girato dal figlio Jim in più di dieci anni, ritrae i genitori nella loro dimensione sia umana che professionale in quanto avanguardisti dell’architettura. Quello che fa è un intimo ritratto, ne esplora il genio creativo, il conflitto e l’amore che li ha uniti per più di 50 anni. Il film è un montaggio di materiali d’archivio ed interviste, che prende le sembianze di un road movie, seguiamo infatti i viaggi dei due architetti nelle loro visite tra i luoghi e gli edifici più significativi delle loro vite.

Un giorno del 1966 Denise Scott Brown chiama dalla California il suo collega Robert Venturi dicendo ”C’è qualcosa che vorrei tu vedessi’’, quel luogo era la Las Vegas Strip. I due decidono di noleggiare un’auto e viaggiare attraverso il deserto. Un anno dopo si sposano, Denise torna a Philadelphia e si unisce allo studio di Venturi e Rauch.

Nel film si menziona anche il libro di Robert Venturi del 1966, Complexity and Contradiction in Architecture, che aveva scandalizzato critici e istituzioni, e che eppure ispirò un’intera generazione di architetti a superare i confini ideologici del modernismo e a riconoscere tutte le complessità dell’esperienza umana.

Con Learning From Las Vegas, arriva il vero scandalo e Bob e Denise vengono ritenuti i ribelli dell’architettura. Si fa inoltre riferimento anche ai momenti di sconforto che attraversarono la coppia, come quando nel 1991 il Pritzker Prize fu assegnato solo a Venturi, senza riconoscere la simbiotica collaborazione con Denise Scott Brown.

Stardust è un viaggio sulle montagne russe, tra tragedia e perdita, fino agli esaltanti vertici dell’amore e della creatività, è un’eredità duratura. La pellicola esplora il loro genio collaborativo, rivelando l’interazione dinamica tra due pensatori straordinari.