Su Audible il podcast comico e irriverente “Vesuviana Football Club”

Ci sono poche emozioni che reggono il confronto con le gioie e i dolori mossi dalla fede calcistica. Cosa può succedere se, all’improvviso, una squadra dilettantistica si ritrova catapultata in Serie A, realizzando i sogni impossibili di tutti gli abitanti dell’immaginario paesino campano di Miracola Vesuviana?

A raccontarlo con toni caustici e irriverenti arriva in esclusiva su Audible “Vesuviana Football Club”, il primo podcast di Francesco Arienzo, Veronica Pinelli e Marco Renzi: 12 puntate da 40 minuti ciascuna che narrano in presa diretta la grottesca epopea di una piccola squadra di provincia che si ritrova a monopolizzare i titoli della Gazzetta dello Sport. Il tutto raccontato dalla viva voce dei suoi conduttori: il faziosissimo Francesco Innocenzo (Francesco Arienzo), l’inappuntabile Carmine Filangieri De Carlo (Carmine Del Grosso) e la sempre puntuale inviata Veronica Mantovani (la regista Veronica Pinelli).

NonSoloCinema ha intervistato l’autore Francesco Arienzo per scoprire qualcosa in più su questo podcast originale e divertentissimo.

NSC: Come nasce l’idea di questo progetto e come mai hai pensato proprio a un formato come Audible?

FA: “L’idea coniuga tre delle mie più grandi passioni: la comicità (che è diventata il mio mestiere), il calcio (che mi ero illuso potesse diventare il mio mestiere) e la provincia (che continuo a portarmi dentro nonostante da anni viva in grandi città). “Vesuviana Football Club” è una poesia d’amore al calcio di provincia, è il calcio romantico di periferia contro il calcio globale. L’obiettivo era quello di rendere credibile la storia di una squadra che non esiste, di un paesino di provincia inventato, in un “mondo” reale come quello della Serie A e il formato per Audible è perfetto perché le vicende di questo “miracolo sportivo” vengono narrate attraverso la vivavoce di un finto podcast, rendendo tutto più verosimile.
Questa storia è per gli appassionati di calcio di tutte le generazioni, per i tifosi aggiornati, ma anche per gli appassionati del “calcio di una volta”; non solo: è per tutti quelli che ascoltano i podcast e amano le sit-com. Se hai mai visto una partita e hai mai riso a una battuta, sei dei nostri”.

NSC: Le 12 puntate coinvolgono davvero tante voci e ospiti: come hai scelto i tuoi collaboratori?

FA: “Effettivamente il cast di “Vesuviana Football Club” è bello numeroso: circa trenta attori. Perché la storia che gira attorno alla squadra di calcio vive non solo dei suoi protagonisti, ma anche dei personaggi che popolano il paesino di Miracola Vesuviana, dove si trova. Quindi, oltre ai tre protagonisti di cui ero sicuro fin dall’inizio, cioè io, Carmine Del Grosso e Veronica Pinelli, volevo che alcuni personaggi cruciali fossero interpretati da persone speciali; ad esempio, sentire Francesco Pannofino e Frank Matano dare voce al Presidentissimo italo-americano Michael Sironi e al D.S. geniale e incompreso Tony Belvedere mi ha reso veramente felice. E la contentezza è aumentata quando anche Lodovica Comello ci ha regalato un cameo come Dalma Miranda, procuratrice e showgirl argentina. Poi ci sono Andrea Colamedici, Marta Zoboli e tanti altri bravissimi attori a completare una “squadra” che ha dato voce a una serie di personaggi surreali”.

NSC: Miracola Vesuviana è un paesino campano che non esiste, eppure può rappresentare tanti piccoli centri di provincia. La realtà che racconti è legata a tue esperienze personali?

FA: “Sicuramente! Ho vissuto la mia adolescenza in provincia e con essa, come ti dicevo prima, continuo ad avere un legame viscerale, perché è un mondo con dei vizi e delle routine a volte oscuri, altre volte tanto divertenti, sicuramente spesso destinati a rimanere ai margini del centro città. In questa storia, invece, c’è finalmente il riscatto di una squadra di calcio abituata da sempre all’anonimato compulsivo, ma soprattutto quello di un paese intero che, pur combattendo contro le illusioni e i fallimenti, continua ad alimentare e finalmente a coronare un sogno”.

NSC: Visto che il grande protagonista del tuo podcast è il calcio, è d’obbligo una domanda sugli Europei in corso. Come vedi questa Italia?

FA: “Completamente (e finalmente) rinnovata. Direi che ci voleva, dopo la disastrosa mancata qualificazione agli ultimi mondiali. La squadra è affiatata e divertente da vedere, con un gioco propositivo e di possesso che entusiasma tutti, pure mia madre. E non è un dettaglio inutile: lei di calcio non ci capisce niente, ma le cose belle le sa riconoscere. E quest’Italia è bella. L’ha detto anche lei”.

NSC: Un’ultima domanda sul mondo degli audiolibri e dei podcast su piattaforme come Audible. Li ascolti?

FA: “Io amo i podcast e gli audiolibri, sono il modo migliore che conosco attualmente per informarmi e ascoltare storie senza per forza rimanere fermo in un posto; infatti i vari formati e le varie durate dei podcast li decido in base a quanto lunghe sono le passeggiate e i viaggi in metro. In treno preferisco ascoltare audiolibri: è vero che lì sono seduto, però posso ascoltarli anche mentre vago per i corridoi.
I podcast sono in continua espansione, nei numeri, nella varietà e nella qualità dei contenuti. Se ci pensi, ti basta avere un’idea, un microfono e sapere usare un minimo un programma di montaggio per realizzarne uno in modo completamente indipendente e distribuirlo sulle tantissime piattaforme free (anch’io ne ho fatto uno di monologhi comici: “Dr. Disagio”). Di certo avere l’opportunità di farne uno con Audible è stata per me l’occasione di scrivere e di recitare in una vera serie comedy, anche se solo in audio. E scusate se è poco”.

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Chiara Giacobelli è una scrittrice e giornalista nata nel 1983. Si è laureata a pieni voti in Scienze della Comunicazione e poi Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. E' iscritta all'Ordine dei Giornalisti dal 2006 e ha pubblicato undici libri, tra cui il pluri-premiato saggio biografico "Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo" realizzato insieme ad Alessio Accardo di Sky Cinema e al critico Federico Govoni. Nel 2016 è uscito il suo romanzo d'esordio "Un disastro chiamato amore" edito da Leggereditore del gruppo Fanucci. Come giornalista collabora anche con il gruppo Cairo Editore (Bell'Italia e In Viaggio), Affari Italiani, Luxgallery, oltre a tenere un blog culturale sull'Huffington Post. Il suo sito è www.chiaragiacobelli.com, oppure potete seguirla tramite Facebook, LinkedIn e Twitter.