Sunset Boulevard al Comunale di Bolzano

Una rara produzione del musical di Lloyd Webber in scena nel capoluogo altoatesino

Sunset Boulevard chiude la stagione delle Vereinigte Bühnen Bozen in coproduzione con la Stiftung Haydn von Bozen und Trient. Tratto dall’omonimo film di Billy Wilder, il musical di Andrew Lloyd Webber su testi e libretto di Don Black e Christopher Hampton venne presentato per la prima volta a Londra nel 1993, prodotto in vari paesi e tradotto in numerose lingue. Tra le interpretazioni più famose si ricordano quelle di Patti LuPone e Gleen Close. La prima produzione tedesca debuttò il 7 dicembre 1995 al Rhein-Main Theater di Niedernhausen, replicata con un discreto successo fino al maggio 1998.

A differenza di capolavori indiscussi come Jesus Christ Superstar, Evita, Cats e The Phantom of the Opera, Sunset Boulevard adotta un linguaggio musicale piuttosto banale, sia nella partitura che nel libretto. Fatta eccezione per i temi legati a Norma Desmond e il suo assolo “With One Look”, il resto rimane un accumulo di melodie pretenziose, come “Every Movie’s a Circus”, o cori che vorrebbero riprendere la finezza di Cole Porter, dando l’impressione che Sunset Boulevard possa essere un hapax nella nostra vita di spettatori.

Tra Twin Peaks e Hollywood

Al di là delle considerazioni strutturali, la produzione in tedesco andata in scena al Teatro Comunale di Bolzano è davvero originale. La regia di Rudolf Frey descrive con efficacia i mondi vissuti dallo sceneggiatore Joe Gillis ovvero la villa di Norma e gli Studios. Sono i due lati di Hollywood, quello quello oscuro del tempo che fu e quello scintillante della fabbrica dei sogni. L’attrice decaduta indossa sempre abiti e parrucche differenti a sottolineare la natura ambigua del personaggio, sfuggente, altalenante come gli stati mentali che deve affrontare nel passaggio dal muto al sonoro.

L’omaggio a David Lynch e alla Loggia Nera è evidente nelle scene di Luis Graninger e nel personaggio di Max che ricorda il Nano nell’andatura sciancata, ma anche Andy Warhol. Gli ambienti sono ricreati grazie a pochi elementi scenici e ai video di Aron Kitzig, suggestivi nel loro continuo mutare su teli e velari, e alle luci di Micha Beyermann. Funzionali i costumi di Aleksandra Kica. Lo spettacolo fluisce senza troppi intoppi drammaturgici, alternando duetti e godibili momenti corali.

Stephen Lloyd, alla guida dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, concerta con grande respiro, valorizzando i diversi temi portanti e seguendo costantemente i cantanti. L’orchestra risponde in maniera molto positiva, dimostrandosi esperta anche nel repertorio del musical.

Maya Hakvoort è Norma Desmond convincente sia sul piano canoro che drammatico. Ne è prova la sua prima entrata che strappa subito calorosi applausi. Sullo stesso livello si assesta Dominik Hees, Joe dalla voce autentica da musical. Migliorabile in intonazione la Betty di Merle Hoch. Erwin Belakowitsch è Max von Mayerling, cameriere ed ex marito di Norma che appare al termine travestito da donna e arma la ex moglie, caratterizzato da un timbro cavernoso che si differenzia molto rispetto al cast. Lukas Lobis è l’imbarazzato Cecil B. DeMille. L’aitante Alexander Auler è Artie baldanzoso e puntuale. Bravo e professionale l’ensemble maschile e femminile.

Consenso unanime per tutti alla recita del 18 maggio, in particolare per Hakvoort, Hees e Belakowitsch.

Luca Benvenuti