Scritto dal regista Philippe Petit, qui al suo primo lungometraggio di finzione, con Marcia Romano, Laurette Polmanss e Mathieu Robin, racconta la frustrazione di un architetto paesaggista davanti ai muri alti della burocrazia.

Max non è un sognatore nel vero senso della parola, non vuole costruire un mondo migliore. Non vorrebbe essere costretto a realizzare lavori di lusso, per pochi.
È un architetto ridotto a fare “il giardiniere” con l’obiettivo di realizzare uno spazio armonioso aperto a tutti, un “polmone verde” al posto di una piazzetta abbandonata nel centro di Marsiglia. Un riparo “dal sole che batte”.
Dopo aver collezionato fallimenti, l’ultimo è quello più duro perché arrivato in finale a un concorso era certo di farcela. Dopo questa sconfitta, il suo amico e socio getta la spugna. Max non si arrende.

Selezionato alla 37a edizione della Settimana Internazionale della Critica alla Mostra del Cinema di Venezia, girato nell’arco di 21 giorni a Marsiglia, nell’estate del 2021, è un film poetico sulla strada o sul sogno di poesia della strada. Ridisegnare lo spazio urbano a misura di essere umano, bambino e adulto: è questa l’ambizione che diviene sofferenza per il protagonista di questo film.
Tant Que Le Soleil Frappe è una riflessione intensa raccontata attraverso un’idea semplice. C’è su un mondo che accelera e ci sono le persone che hanno bisogno di mettere al centro le loro priorità.