Jafar Panahi ha girato Taxi Teheran da solo, durante i suoi arresti domicialiari, e in esterni dal 2010, piazzando la telecamera sul cruscotto del suo taxi e mettendosi alla guida, attore, per le vie di Teheran; questo nonostante il divieto di girare imposto dal regime.
Protagonista è il regista stesso che guida un taxi per le strade trafficate di Teheran, raccogliendo vari passeggeri e la conversazione con loro è un pretesto narrativo per raccontare e fotografare la situazione dell’Iran oggi.
Parlare di Taxi Teheran equivale a parlare della vita del regista che diventa, attraverso personaggi e situazioni tragicomiche, tra cui l’elenco delle 15 regole a cui un cineasta deve attenersi per poter realizzare un film approvato dal governo – minuto dopo minuto, conversazione dopo conversazione un profondo e significativo riassunto della situazione sociale del Paese.
_ Panahi è accusato dal regime iraniano di aver cospirato per creare propaganda anti-islamica. Arrestato nel 2009 e poi nel 2010, viene condannato a non poter più realizzare film, scrivere sceneggiature, concedere interviste alla stampa e uscire dal suo paese per un periodo di tempo indeterminato, pena 20 anni di carcere per ogni divieto violato, ovvero una pena complessiva potenziale di 80 anni di prigione. La condanna viene confermata in appello nell’autunno del 2011.
Il Taxi di Panahi, Orso d’Oro all’ultimo Festival di Berlino – è stata la sua nipotina Hana Saeidi, presente in questo film, a ritirare il premio – dovrebbe girare il mondo.
In Iran non verrà proiettato.
_ Taxi Teheran, privo di titoli di testa, non può essere attribuito a Jafar Panahi, anche se lo ha girato da solo, aggirando i limiti che gli sono stati imposti. Il film non ha titoli di coda; alla fine sullo schermo appare un avviso che dice che solo i film autorizzati dal ministero possono avere i titoli di coda essenziali per la proiezione in sala.
Non è un film di denuncia o almeno non è solo questo, c’è consapevolezza del presente e speranza per il futuro nonostante quella sensazione inquietante di sentirsi in prigione anche se si è formalmente liberi, come gli dirà una passeggera del taxi, Nasrin Sotoudeh, l’avvocato per i diritti umani e madre di due figli, incarcerata e recentemente liberata, in un dialogo bruciante e preciso.
_ Ma Panahi, uomo pacato, intelligente e acuto è fiducioso che i cineasti impegnati prevarranno in Iran.
Titolo originale: Taxi
Nazione: Iran
Anno: 2015
Genere: Drammatico
Durata: 82′
Regia: Jafar Panahi
Cast: Jafar Panahi
Produzione: Jafar Panahi Film Productions
Distribuzione: Cinema
Data di uscita: Berlino 2015
27 Agosto 2015 (cinema)













