Teatro Sperimentale di Pesaro: stagione 2021

Torna ad aprirsi il sipario dei Teatri di Pesaro sulla “Stagione di Teatro/Prosa & Danza” promossa da Comune di Pesaro e AMAT. Una vera e propria Stagione 2021, da settembre a dicembre, a cui farà seguito quella 2022, da gennaio alla primavera. La Stagione si svolgerà al Teatro Sperimentale a causa dei lavori che interessano il Teatro Rossini, relativi alla ristrutturazione della Sala della Repubblica che – grazie ad un intervento dall’importante valore ingegneristico – diventerà un nuovo teatro, un “Piccolo” in cui accogliere spettacoli, concerti, conferenze, residenze artistiche, eventi e momenti di rappresentanza.

Così Daniele Vimini, vicesindaco e assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro: “Spinti dal desiderio di teatro che tantissimi ci stanno manifestando pur in questi tempi ancora carichi di incertezza, abbiamo deciso di dividere in due la stagione teatrale, tradizionalmente a cavallo di due anni, fin dal nome. Nasce così l’idea di partire con una “Stagione 2021” – bella compatta, su tre mesi, per chiudere quest’anno nel migliore dei modi – e permetterci al contempo di pianificare la “Stagione 2022”, che da gennaio a primavera proporrà altrettante occasioni di emozione attraverso la scena, sperando che il positivo evolversi della situazione possa riservarci sorprese positive, a partire dalla possibilità di riempimento della sala. Scommettiamo così ancora una volta sulla grande voglia di teatro dei nostri amati spettatori, in particolare dei nostri tantissimi abbonati, di cui in questi giorni avvertiamo già tutto il calore di attesa. Chiaramente già pronti – in base alla risposta – ad aumentare ulteriormente le repliche a disposizione, affinché la nostra città resti fedele alla sua grande tradizione”.

Il programma della Stagione 2021 si compone delle tradizionali due sezioni, Prosa e Danza, sette appuntamenti, quattro di prosa e tre di danza, con titoli ed interpreti di primo piano, in un armonioso equilibrio tra classico e contemporaneo. Ad inaugurare la prosa è dal 30 settembre al 3 ottobre un lavoro di grande pregio, La dolce ala della giovinezza diretto dal Maestro Pierluigi Pizzi. “La proposta del Teatro della Toscana di pensare a un progetto di regia per La dolce ala della giovinezza – afferma il Maestro Pizzi -, è stato di grande stimolo e dopo un’attenta lettura, ho accettato, forte del fatto che avrei avuto la presenza nel cast di Elena Sofia Ricci, nel ruolo della protagonista”. Ad affiancare in scena l’attrice ci sarà Gabriele Anagni con Chiara Degani, Flavio Francucci, Gigio Sales, Alberto Penna, Valentina Martone, Eros Pascale, Marco Fanizzi. Le scene e i costumi sono di Pier Luigi Pizzi, musiche composte da Stefano Mainetti, la produzione di Best Live – Fondazione Teatro della Toscana.

Il mese di ottobre, dal 14 al 17, vedrà in scena la compagnia di Marche Teatro con Promenade De Santé. “È da un po’ di tempo che penso a un mio debutto nel teatro di prosa. Da tempo, grazie all’aiuto di Monica Capuani – afferma il regista Giuseppe Piccioni -, cerco un testo tra i nuovi drammaturghi in Europa per sottrarmi al richiamo rituale dei classici. Ho scelto Promenade de santé (Passeggiata di salute) di Nicolas Bedos per molti motivi. Il primo perché è un testo complesso, pieno di insidie e di possibili chiavi di lettura. Abbastanza aperto per poterne proporre una rappresentazione personale e l’ideale per un regista come me che ama lavorare con gli attori, che vede nel lavoro degli attori e con gli attori il cuore della propria ricerca, così come ho cercato di evidenziare nella mia esperienza cinematografica. Almeno finora. Per questo ho scelto Lucia e Filippo con cui avevo già condiviso l’avventura di un film”. Le scene e le luci dello spettacolo sono di Lucio Diana, i costumi di Stefania Cempini e le musiche originali di Valerio Camporini Faggioni.

Simone Cristicchi con Esodo arriva al Teatro Sperimentale dal 4 al 7 novembre, un racconto per voce, parole e immagini che trae spunto dalla vicenda storica contenuta nello spettacolo teatrale Magazzino18 di cui Cristicchi fu magistrale interprete. Il grande successo della tournée incise a fondo nella coscienza sociale italiana, tanto da far riaffiorare una memoria (a tratti) rimossa, fra cui quella delle foibe, e dell’esodo di massa di cittadini italiani, che dopo il trattato di pace del 47 dovettero lasciare vasti territori dell’Istria, e di quella fascia della costiera adriatica, terminando così di essere geograficamente italiani.

A chiudere la proposta di teatro un “grande classico” che giunge con grande attesa a Pesaro dal 16 al 19 dicembre, Novecento di Alessandro Baricco nella magistrale interpretazione di Eugenio Allegri diretto da Gabriele Vacis. “Novecento c’est moi” dice Eugenio Allegri, che da più di un quarto di secolo dà vita al suo Danny Boodman T. D. Lemon Novecento, il “pianista sull’oceano”, avendo incantato oltre duecentocinquantamila spettatori con il monologo cult di Alessandro Baricco, messo in scena nel 1994 per la regia di Gabriele Vacis. Allegri torna a ridare vita al suo personaggio più emozionante, il musicista jazz che dal transatlantico Virginian non scende mai e da lì riesce a cogliere l’anima del mondo. Novecento è l’alter ego ideale, l’incantatore dei desideri, il meraviglioso protagonista di una storia senza confini. E lo spettacolo ritrova quegli andamenti musicali della parola, quei gesti surreali, quelle evocazioni magnetiche che lo resero, al debutto, apprezzato dalla critica e amato dal grande pubblico: dunque l’occasione per osservare da vicino il lavoro di un attore straordinario.

Il trittico di danza si apre il 13 ottobre con Paradiso, coreografia di Virgilio Sieni per sei danzatori. Coreografo visionario, Virgilio Sieni direttore della Biennale di Venezia per il settore Danza dal 2013 al 2016 è padre ‘fondatore’ della danza contemporanea in Italia e uno dei massimi protagonisti della scena contemporanea europea. Coreografo e danzatore, fonda nel 1983 la Compagnia Parco Butterfly, diventata nel 1992 Compagnia Virgilio Sieni. “Lo spettacolo – afferma il coreografo – non riporta la parola della Divina Commedia di Dante, non cerca di tradurre il testo in movimento ma si pone sulla soglia di una sospensione, cerca di raccogliere il gesto primordiale, liberatorio e vertiginoso dell’amore. Lo spettacolo è la costruzione di un giardino. Tutto avviene cercando nel respiro delle piante la misura per costruire un giardino dove poter depositare la memoria della danza. Lo spazio di questo giardino è contrassegnato da umidità e vento, due elementi vitali che, evaporando, attraversano e segnano la coreografia. La coreografia è costruita per endecasillabi di gesti dove i versi della danza ritrovano il risuonare della rima da una terzina all’altra”.

Cristiana Morganti, da più di vent’anni storica interprete del Tanztheater di Wuppertal, propone il 3 novembre in Moving with Pina prodotto da Il Funaro un viaggio nell’universo di Pina Bausch, visto dalla prospettiva del danzatore. Com’è costruito un assolo? Qual è la relazione dell’emozione con il movimento? Quand’è che il gesto diventa danza? Qual è la relazione tra il danzatore e la scenografia? E soprattutto, come si crea il misterioso e magico legame tra l’artista e il pubblico? Eseguendo dal vivo alcuni estratti del repertorio del Tanztheater, Cristiana Morganti racconta il suo percorso artistico e umano con la grande coreografa tedesca e mostra quanta dedizione, fantasia e cura del dettaglio sono racchiusi nel linguaggio di movimento creato da Pina Bausch.

Conclude la stagione di danza il 3 dicembre Vivaldiana, coreografie di Mauro Astolfi, una coproduzione internazionale tra Spellbound Contemporary Ballet, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, Orchestre de Chambre de Luxembourg / con il contributo del Ministero della Cultura in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Lussemburgo e cult!ur partner, c/o Norddeutsche Konzertdirektion Melsine Grevesmühl GmbH. Al centro dello spettacolo l’idea di lavorare a una parziale rielaborazione dell’universo di Vivaldi integrandolo con alcune caratteristiche della sua personalità di ribelle fuori dagli schemi. Da questa suggestione è partito il coreografo Mauro Astolfi per tradurre in movimento alcune creazioni di Vivaldi e raccontarne il talento e la capacità di reinventare, nella sua epoca, la musica barocca rielaborando la sua architettura musicale nell’intento di restituire in danza alla sua opera le caratteristiche di unicità.

 

Per maggiori informazioni: www.teatridipesaro.it

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Chiara Giacobelli è una scrittrice e giornalista nata nel 1983. Si è laureata a pieni voti in Scienze della Comunicazione e poi Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. E' iscritta all'Ordine dei Giornalisti dal 2006 e ha pubblicato undici libri, tra cui il pluri-premiato saggio biografico "Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo" realizzato insieme ad Alessio Accardo di Sky Cinema e al critico Federico Govoni. Nel 2016 è uscito il suo romanzo d'esordio "Un disastro chiamato amore" edito da Leggereditore del gruppo Fanucci. Come giornalista collabora anche con il gruppo Cairo Editore (Bell'Italia e In Viaggio), Affari Italiani, Luxgallery, oltre a tenere un blog culturale sull'Huffington Post. Il suo sito è www.chiaragiacobelli.com, oppure potete seguirla tramite Facebook, LinkedIn e Twitter.