Il titolo, Tenet, è palindromo – ovvero si può leggere da destra a sinistra ma anche al contrario – ma in realtà il film stesso “è” palindromo. Perché a ben vedere il continuo viaggiare avanti e indietro – e anche in parallelo – nel tempo e nella storia potrebbe perfino suggerire una visione a due sensi. Viaggi nel tempo? pardon: troppo banale. Qui c’è l’inversione del flusso del tempo. Qualsiasi cosa ciò voglia dire.

Per coloro che vivono nei paesi in cui è possibile tornare al cinema e godersi uno spettacolo sul grande schermo, Tenet è l’oggetto del desiderio dei cinefili così come degli amanti dei popcorn movies: un bel 150 minuti con tanta azione, molto mistero, fantascienza, indizi sparsi qua e là, sontuose riprese in IMAX® e 70 mm. Dopo i mesi di forzata assenza, Tenet è senz’altro il film più atteso, quello che potrebbe riportare nelle sale il pubblico ormai impigrito dalla fruizione casalinga di film e serie TV in streaming.

E la scena iniziale, un nocciolo duro di azione all’interno dell’Opera di Kiev, fa pensare: eccolo! E ci catapulta senza indugi nel mondo cinematografico di Christopher Nolan: visivamente stupefacente. Seppure non sia ben chiaro chi sia chi e perché agisca come agisce.

C’è il Protagonista (John David Washington)  – l’unico senza un nome, sarà una sorta di meta-cinema? – che deve salvare il mondo da un cattivo molto cattivo di nome Andrei Sator (Kenneth Branagh che parla inglese con vistoso accento da Europa dell’Est), il quale vuole distruggere il mondo per il solo fatto di essere ammalato. Il cattivo-cattivo ha una ex-moglie Kat (Elizabeth Debicki) che lui ricatta e (apparentemente) domina psicologicamente, non permettendole di vedere il figlio.

Il Protagonista-Washington è reclutato dalla organizzazione Tenet, che sta cercando di evitare la Terza Guerra Mondiale e l’annientamento del pianeta. L’inversione del flusso del tempo è la chiave di tutto, una tecnologia inventata nel futuro, ma la cui azione si vede nel presente. Un paradosso? Per forza, trattandosi di Nolan. Che questa volta fa correre auto in due direzioni, e duellare buoni e cattivi in una sorta di “reverse mode” in cui  l’elemento coreografico supera  quello dello scontro fisico.

Lo specialista dell’inversione  è l’agente britannico Neil (Robert Pattinson), uno dei pochissimi uomini senza barba nel cast: forse c’è un perché, ma è uno dei molti insoluti misteri di Tenet.

Tutti si spostano da un luogo all’altro del pianeta: Kiev – per la adrenalinica sequenza iniziale girata in realtà nel Teatro dell’Opera di Tallin in Estonia – Oslo, Mumbai, la Costiera Amalfitana, Londra.  Come ci arrivino e quando (e talvolta anche perché) è  parte degli enigmi di Tenet, la parola che “Aprirà le porte giuste; e anche alcune sbagliate”. Porte che servono per recuperare dispositivi che cadendo nelle mani sbagliate potrebbero provocare  la distruzione del mondo. Dopo una serie di azioni condite di varie acrobazie, il Protagonista e Neil, supportati da Ives (Aaron Taylor-Johns) e dalle sue truppe paramilitari, dovranno anche chiedere aiuto a Kat-Debicki, disposta a tutto pur di riavere il figlio, prima della grande scena finale tra gigantesche architetture in cemento.

Non si può raccontare la trama di Tenet, che è già abbastanza confusa di suo, senza farsi maledire da chi il film non l’ha ancora visto. Ed è possibile che la netta frattura tra chi lo ama e grida al capolavoro  e chi ne rimane deluso sia in realtà l’ambizioso obiettivo di Nolan: far discutere, farne parlare, portare gli spettatori al cinema – unico luogo deputato a godere degli effetti speciali e delle geniali trovate registiche.  Perché i 205 milioni di dollari del budget non giustificherebbero altrimenti una sceneggiatura che per qualsiasi altro regista sarebbe definita lacunosa.

La ipnotica colonna sonora di Ludwig Göransson – il compositore Hans Zimmer che ha realizzato la maggior parte delle colonne sonore per Nolan era impegnato sul set di Dune – pur contribuendo a sostenere l’atmosfera complessa che pervade il film, copre talvolta i dialoghi, che spesso avvengono dietro una maschera, indispensabile ai protagonisti per potersi spostare nel flusso del tempo invertito.

Sono gli aspetti più squisitamente tecnici e visivi e la splendida fotografia di Hoyte Van Hoytema a salvare Tenet. Le tecniche adottate dal regista di far muovere gli attori in direzioni diverse, girando più volte la stessa scena, e utilizzando l’IMAX® anche “in reverse”. L’inseguimento in auto su una autostrada di Tallin per una rapina. La scena dell’aeroporto di Oslo –  girata in realtà in California – con un vero aereo e un hangar in disuso. È qui che Nolan eccelle, dando certamente un nuovo significato al film di azione.

Manca però il filo che lega empaticamente lo spettatore ai protagonisti sullo schermo. Quella tensione che era invece in Interstellar, Inception e nell’epico Dunkirk.

Lo spettacolo è assicurato. Le emozioni un po’ meno.

Tenet

Regia: Christopher Nolan
Nazione USA
Sito ufficiale: www.tenetmovie.com
Protagonisti: John David Washington, Robert Pattinson, Elizabeth Debicki, Aaron Taylor-Johnson, Kenneth Branagh, Michael Caine, Clémence Poésy, Fiona Dourif
Uscita: 26 agosto 2020 (cinema)