The Road to Jerico è sia il titolo che la trama del film diretto da Amos Gitai e presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Un percorso che sulla carta corrisponde a poche decine di chilometri diventa invece un viaggio nella storia stessa, in particolare quella del conflitto israelo-palestinese.

Il film si concentra principalmente sul villaggio beduino di Khan El Ahmar di circa trecento abitanti e continuamente minacciato di demolizione. Non si tratta tuttavia di un semplice documentario: la realtà contemporanea viene arricchita da immagini di archivio, frammenti di film precedenti del regista e voci del passato come quelle di Yitzhak Rabin, Jeanne Moreau, Arthur Miller e Samuel Fuller.

Tramite il montaggio, il sonoro ma anche i silenzi, viene costruito il significato, viene emanata una denuncia mei confronti della guerra. Una guerra tuttavia che non viene presentata nell’atrocità raggiunta dopo il 7 ottobre 2023 e lascia perciò perplessi. Le immagini non sono organizzate secondo una narrazione lineare, vengono accostate come pezzi di un puzzle completando solo alla fine la riflessione di Gitai, nata da anni di esperienza e raccolta di materiale.

La fotografia di Dan Bronfeld privilegia i paesaggi desertici, spesso ripresi attraverso inquadrature ampie e contemplative. Il territorio da sfondo diventa così personaggio. Ad accompagnare la fotografia vi sono parole poetiche di speranza e rinascita che suggeriscono di combattere il male con la forza della mente, allontanando così la narrazione del film dalla reale atrocità della storia a noi più vicina.