“Tuttapposto” di Gianni Costantino
Esami comprati, domande concordate, dress code per passare un esame. Una vita universitaria impossibile in un Ateneo del Sud se non si è figli di, raccomandati o parenti della famiglia Mancuso (cioè di tutti i professori dell’Università) o di onorevoli.
Lo sa bene il figlio del Rettore (Luca Zingaretti), Roberto (Roberto Lipari) che arriva all’esame già con le risposte pronte a domande prestabilite.
Finché non incontra una studentessa russa in Erasmus. E per amore decide di denunciare il sistema di corruzione. Va via di casa, per opporsi al padre, e insieme a un gruppetto di nuovi amici, inventa una app per giudicare l’operato dei professori: TuttAppOsto.
Il potere in mano agli studenti. Ma il potere fa gola a molti. Anche agli insospettabili…
“Tuttapposto vuole essere il ritratto allegorico di un intero Paese che basa tutto sulla raccomandazione – spiega il regista Gianni Costantino – dove il concetto di meritocrazia è solo declamato ma non viene quasi mai messo in pratica. Vizi e comportamenti di “malcostume” oramai radicati in noi italiani, convinti che tutto sia raggiungibile solo se c’è la classica “spintarella”.