Evan Baxter (Steve Carell) è “vincente, bello e potente”. Almeno queste sono le parole che si ripete in continuazione per darsi la carica e lo slancio per affrontare la sua nuova vita da membro del Congresso. Da cotonato mezzobusto televisivo a rampante politico in carriera. Eletto sulle ali dello slogan “cambiamo il mondo”, Baxter è più che altro deciso a intrallazzare con i deputati anziani e potenti. Alla prima occasione, appoggiare una legge vergogna sullo sfruttamento dei parchi naturali promossa dal falco Chuck Long (John Goodman), Evan vede il treno giusto sul quale montare in corsa, trascurando però così ancor di più moglie e figli. Ma ecco l’intervento divino. Il Signore in persona (Morgan Freeman), se così si può dire, appare al nostro deputato intimandogli di costruire un’arca, proprio come quella che si vuole abbia costruito Noè assieme alla sua famiglia, in previsione di una – ovviamente biblica – alluvione. Ruscirà Dio a far cambiare il mondo di Evan Baxter e di quelli che lo vivono come lui?
Mimica esagerata della faccia gommosa di Steve Carell, risvolti slapstick, parabole in salsa hollywoodiana e tanti, troppi, buoni – e politicamente ultra-corretti – sentimenti. Questa la ricetta dell’ideale “evoluzione” del fortunato Una settimana da Dio. Se nella commedia sbanca botteghini con Jim Carrey e Jennifer Aniston ci trovavamo di fronte ad una persona normale travolta da poteri eccezionali, questa volta siamo alle prese con un membro di spicco della società, e del Congresso, impegnato in un’impresa straordinaria da compiere con le propire forze.
Qualche gag divertente si alterna a molte altre già viste, facendo sempre perno sulla comicità – questa volta un po’ grossolana – di Carell. E se appaiono trascurabili le martellate sulle dita e i voli dolorosi fatti cadendo da smisurate cataste di legna nel costruire l’arca, qualche risata la strappano le coreografie di animali (ovviamente due per ogni specie) che iniziano a rincorrere e perseguitare Baxter per tutta Washington D.C., finendo più di una volta ad espletare le loro funzioni fisiologiche nei corridoi del potere del Campidoglio. Ma se barba irsuta e “fertilizzata”, che ricresce non appena la si taglia, e tuniche di canapa modello isreaelitico tra gli impettiti deputati possono inizialmente strappare un sorriso, il meccanismo si inceppa presto nella sua reiterata riproposizione.
Intrattenimento medio dunque, che però rischia di farsi irritante nella direzione iperbuonista e ultraconservatrice che la pellicola sembra percorrere fino alla fine. In un periodo in cui negli Stati Uniti il gioco delle parti tra Democratici e Repubblicani si fa sempre più sottilmente controverso, e la campagna elettorale si gioca sulla caccia ai voti delle possibili aree di professioni religiose indecise, anche Hollywood – con il consueto fiuto nel sondare “i tempi che corrono” – si adegua e ripropone una miscela dai sentori creazionisti e dagli umori catechizzanti di certo poco incisiva sul fronte della ridicolizzazione di un certo modo di fare politica.
Titolo originale: Evan Almighty
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Commedia
Durata:
Regia: Tom Shadyac
Sito ufficiale: www.evanalmighty.com
Sito italiano: www.cinema.universalpictures.it/…
Cast: Steve Carell, Morgan Freeman, John Goodman, Lauren Graham, Wanda Sykes, Jimmy Bennett, Johnny Simmons, Jonah Hill, Ed Helms
Produzione: Universal Pictures, Spyglass Entertainment, Shady Acres Entertainment, Original Film
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 28 Settembre 2007 (cinema)






