Interessante biopic celebrativo sulla storia del giudice donna della Corte Suprema Ruth Bader Ginsburg (85 anni, da 25 anni giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, nominata dal Presidente Bill Clinton il 5 agosto 1993, seconda donna della storia a ricoprire quel ruolo, la prima di religione ebraica, con un curriculum fatto di innumerevoli battaglie per i diritti delle donne.

Ruth Bader Ginsburg

La regista Mimi Leder, una carriera di film d’azione come The Peacemaker e Deep Impact, e di produttrice e regista di programmi TV come The West Wing, ER e Shameless (solo per citarne alcuni) tratteggia classicamente il ritratto di questa donna minuta dalla grinta d’acciaio.
La sceneggiatura è stata scritta da  Daniel Stiepleman, nipote del giudice Ginsburg. e la  Leder afferma ne è rimasta folgorata sin dalla prima lettura della sceneggiatura. “Ho subito pensato che dovevo fare questo film, sentivo l’urgenza di raccontare la sua storia. Mi sono subito identificata con il viaggio del giudice Ginsburg”.
Si parte dalla metà degli anni 50 cioè dal primo anno di università di Legge ad Harvard di Ruth (Felicity Jones) frequentata prevalentemente da uomini. Quando l’amorevole e premuroso marito (Armie Hammer), si ammala seriamente, lei non solo bada alla casa, al loro piccolo figlio e al marito, ma frequenta, oltre alle sue lezioni, quelle del marito, anche lui studente di Legge, per permettergli di stare al passo con gli altri studenti. Superata la malattia, Martin Ginsburg si laurea e ottiene un lavoro in un prestigioso studio di New York.

Il Preside di facoltà nega a Ruth l’opportunità di proseguire i suoi studi alla Columbia e poi laurearsi ad Harvard; così Ruth si laurea alla Columbia e in seguito anche ad Harvard. Le difficoltà continuano perché nessuno studio, grande o piccolo, è intenzionato a offrire un lavoro a Ruth, per quanto preparata e battagliera. Ripiega sull’insegnamento, soprattutto rivolto alle donne. Sono gli anni delle proteste in piazza per i diritti civili e Ruth semina nelle sue alunne i loro diritti non ancora espressi.

Finché un caso del marito, avvocato fiscalista, riguardante il caso del signore Charles M Moritz, uomo che bada alla sua anziana madre, si è visto rifiutare il diritto di detrarre dalle tasse lo stipendio di un’infermiera perché era un uomo non sposato. Era una discriminazione sessuale, pura e semplice… che avrebbe potuto aprire il dibattito sulla riforma delle leggi discriminatorie e sessiste. E Ruth trova la sua voce.

La storia si concentra sul percorso, nel senso di carriera di Ruth, ma va letta alla luce del caso discriminazione sessuale che ha dibattuto in una corte federale nei primi anni ’70 e sullo sviluppo di una strategia legale per mettere in discussione le ingiustizie così profondamente radicate da sembrare perfettamente naturali.
Una storia sensibile, portata sullo schermo nel modo più convenzionale possibile … ed è forse questo uno dei difetti che fa da trappola a questo buon film. Manca di audacia. Per carità, la storia è interessante. Da vedere e da consigliare, soprattutto alle nuove generazioni.

La vita della Ginsburg evoca eleganza e sobrietà, sia nella calma precisione delle sue affermazioni che nel suo stile personale (unico vezzo il foulard annodato alla coda di capelli). Certo che significativo è l’eredità del suo lavoro, che scalpita instancabilmente contro la disuguaglianza di genere. Ruth Bader Ginsburg è, nel modo più raffinato possibile, una figura rivoluzionaria. Ma piuttosto che tentare di trasmettere tutto attraverso il mestiere del fare cinema, Mimi Leder sceglie uno stile un po’ barcollante, più melodrammatico che avventuroso. Peccato.

 

 

 

Titolo originale: On the Basis of Sex
Nazione: U.S.A.
Anno: 2018
Genere: Drammatico, Biografico
Durata: 120′
Regia: Mimi Leder
Cast: Felicity Jones, Armie Hammer, Kathy Bates, Justin Theroux, Sam Waterston, Cailee Spaeny, Jack Reynor, Stephen Root, Chris Mulkey
Produzione: Amblin Partners, Participant Media, Robert Cort Productions
Distribuzione: Videa
Data di uscita: 28 Marzo 2019 (cinema)