Sul finire del ciclo Parigi Romantica Pop, dal 27 settembre al 8 ottobre 2025 al Palazzetto Bru Zane, il concerto Opera dream del 21 ottobre porta in primo piano una formazione insolita per gli amanti delle rarità: Raffaele La Ragione al mandolino e mandola e François Dumont al pianoforte eseguono trascrizioni di brani d’opera e d’operetta. Dopo la “chitarromania” di primo Ottocento, sul finire del secolo il mandolino fu protagonista nei salotti dell’alta società, grazie anche al successo dei concerti al Trocadéro nell’ambito dell’Esposizione Universale parigina del 1878, dove furoreggiarono la scuola spagnola e italiana. La scelta di trascrizioni d’opera sottolinea la volontà di fare emergere il mandolino come “voce solista”, mentre il pianoforte ne supporta le variazioni timbriche e dialoga con esso in modo creativo.
Il programma, più rivolto alla scoperta e all’eleganza leggera che al grande “opus” romantico, si apre con quattro pezzi di Cécile Chaminade, compositrice ampiamente riscoperta dal Bru Zane, (Chanson napolitaine, Sérénade, Havanaise e Pierrette) in cui si notano gli stilemi più classici del primo Novecento. Seguono poi Clair de lune di Francis Thomé, l’Aubade da Chérubin di Massenet e Pastorale di Bizet. Più coinvolgenti, senza dubbio, sono le fantasie su Madame L’Archiduc di Offenbach e Le Timbre d’argente di Saint- Saëns, dai ritmi dinamici e basate su alcuni dei temi più celebri. L’Adieux de l’hôtesse arabe di Bizet trova il sostituto della voce nel suono caldo ed esotico della mandola, ricreando suggestive sonorità orientali.



Non mancano pagine per pianoforte solo, grazie alle quali si apprezza il talento di François Duomont, artista in grado di trasmettere con chiarezza la bellezza di ciò che suona. Se in brani come La Mort de Thaïs nella parafrasi di Saint- Saëns e la Danse des sylphes dal Faust di Berlioz riletto da Liszt il tocco e il fraseggio rispecchiano una lettura ampiamente intimista, l’estro da gran concertista si palesa nel brillante Valse dal Faust di Gounod trascritto da Liszt, ricco di un arcobaleno di sfumature usate sapientemente.
Al termine un fuori programma, il travolgente valzer Lo sport di Giuseppe Silvestri, mandolinista campano la cui fama si diffuse dopo l’Esposizione di Parigi del 1878.
Il duo La Ragione – Dumont combina virtuosismo tecnico e sensibilità interpretativa, bilanciando il mandolino con il pianoforte in un suono raffinato e gradevole. La Ragione esplora con gusto ed equilibrio il repertorio francese, senza perdere mai il dialogo con Dumont, seppure sembri più versato nelle sonorità italiane di Silvestri.
Sala al completo e pubblico soddisfatto.
Luca Benvenuti






