Venti da Est

Victoria Terekiev presenta il suo primo cd monografico dedicato agli inediti di tre grandi compositori bulgari del Novecento

“Nei programmi dei miei concerti, vicino ad ogni brano mi piace indicarne il tempo. È anche un modo per riavvicinarmi alle mie origini: sono infatti 3/4 bulgara e 1/4 italiana e amo definire così, ritmicamente, il mio sangue. 5/8, 7/8, 9/16… sono i ritmi del folklore e della musica classica bulgara che, pur essendo mondi diversi, s’incrociano con la loro vivacità, il colore e la nostalgia.”

Così introduce l’ascolto del suo primo cd monografico, Venti da Est (Gega New), la pianista italiana di origini bulgare Victoria Terekiev. Il cd, registrato nel 2015 a casa dell’artista, da un vero genio del sound engineering qual è Michael Seberich, grazie all’inesorabile senso ritmico coniugato ad un’istintiva sensualità dell’interprete, rende in tutta la sua ricchezza coloristica e timbrica il mondo inedito di alcuni compositori bulgari del ‘900, in Europa semi sconosciuti, sebbene i loro legami con l’Occidente siano molti:

Pancho Vladigerov (1899-1978), di cui sono presentati i coloratissimi Chants e dances bulgare, per esempio, fu tra i primi compositori a combinare idiomi di musica folk bulgara e classica. Fondatore assieme a Pipkov della Società di Musica Contemporanea (1933), fu compositore, insegnante di pianoforte capostipite di una grande scuola di pianisti (tra i suoi allievi Alexis Weissemberg) e compositori, tra cui Parashkev Hadjiev. Tra le sue opere già conosciute, La Bulgarian Rhapsody Vardar e Poema Ebraico sono particolarmente rappresentative della musica bulgara.

Di Lubomir Pipkov (1904-1974), compositore, scrittore e poeta, giornalista e figura pubblica di grande carisma, pedagoga di idee progressiste che influenzò enormemente la cultura e l’elite intellettuale bulgara nel periodo 1930/1970, viene presentata la Bulgarian Suite.

Allievo a Parigi di Paul Ducas e Nadia Boulanger, e per il pianoforte di Yvonne Lefébure, Pipkov torna in Bulgaria carico di un bagaglio di cui lui stesso ancora ignora l’influenza e compone per qualsiasi genere e formazione, dal pianoforte alla musica per film. Famosi sono i suoi corali, oltre ai Songs scritti su un poema di Marina Tzvetaeva nel 1972.

Elabora una tavola metroritmica, che lui stesso chiamava Tavola di Mendeleev, dove espone in modo matematico la struttura dei metroritmi simmetrici ed asimmetrici, tipici della musica popolare bulgara. Lo scopo di questi “giochi di metroritmi”, che si percepiscono distintamente grazie alla cura dell’interprete, è di arrivare a un mezzo di espressione artistica, raggiunto dalla Terekiev con verve dionisiaca.

Di Parashkev Hadjiev (1912-1992), sono presentati 19 Studi melodici. Estremamente prolifico, Hadjiev scrive 21 opere,6 operette, 3 musicals, musica per film, per strumenti vari e musica da camera. Ma anche 500 corali, pop songs e più di 500 arrangiamenti di canzoni tradizionali bulgare. La sua scrittura utilizza i tempi irregolari già studiati da Pipkov.

Un universo di suoni, melismi, raffinatezze, e un invito alla danza – una danza dai ritmi e sapori sconosciuti – da ascoltare e riascoltare a lungo.