Viananda, documentario di Francesco Garbo e Gianmaria Zago disponibile su Prime Video, è un’opera che invita alla riflessione. Una pellicola che spinge a pensare globalmente l’individuo e la collettività, il pianeta nella sua interezza. Il documentario propone un percorso di ascolto e riflessione consapevole, in cui la forma proposta è quella dialogica: una conversazione a più voci su diversi argomenti, in cui il filo conduttore è la condizione umana nel contesto odierno. Si spazia tra sfera personale e concetti specifici, spiritualità ed economia: cinque personalità con profili differenti e apparentemente lontani (psicologo, sociologa, monaco buddista, psicoterapeuta e biologo) mettono in luce le complessità del mondo attuale ma immaginano anche come tutto possa migliorare, con naturalezza, grazie a un lavoro su se stessi idealmente e potenzialmente attuato da tutti.
Il documentario, però, non è utopico, anzi, coinvolge lo spettatore portandolo inevitabilmente a riflettere, indicando una via ma lasciando un margine di pensiero interpretativo soggettivo.
Dal punto di vista tecnico è interessante l’uso alternato di materiali d’archivio del XX secolo, riprese (perlopiù aeree) del mondo contemporaneo – in un’unione folgorante e ossimorica di bellezza e devastazione -, interviste agli esperti e brevi storie animate legate a quanto affermato. La fotografia accompagna con sobrietà l’analisi, così come la colonna sonora, che costituisce un ulteriore forte legame con la contemporaneità.
Il cuore del documentario è la pluralità, la coesistenza di idee diverse: non si danno risposte nette ma si invita a pensare in un’ottica il più ampia possibile, auspicando una collaborazione tra i diversi settori del sapere. Risulta, pertanto, geniale come il documentario stesso metta in atto questa teoria unendo voci geograficamente e “scientificamente” lontane.
Il linguaggio tecnico utilizzato e la laboriosità di certi ragionamenti potrebbero apparentemente rendere il documentario ostico per un pubblico poco abituato a confrontarsi con un lessico specifico, ma Viananda dispone internamente degli strumenti necessari per comprendere i messaggi. I frammenti animati – ad esempio – forniscono una chiave di lettura affascinante e adatta a tutti.
Per queste ragioni, oltre che, naturalmente, per i temi trattati, l’opera appare adatta per essere proposta in tutti gli ordini scolastici a partire dagli ultimi anni di primaria, nei cineforum e in dibattiti di attualità.











