“Wilde Salome” di Al Pacino

Into Oscar Wilde

Venezia 68. Fuori Concorso
È sanguigno, passionale, intuitivo l’approccio che Pacino ha con la sua arte, dalla recitazione alla regia. Continua la sua ricerca nel teatro, questa volta raccontando la messa in scena della “Salomé” di Oscar Wilde al Wadsworth Theatre di Los Angeles. Pacino lavora su vari livelli, indagando l’opera, la sua rappresentazione e la biografia di Wilde, mescolando senza soluzione di continuità le varie letture in un mosaico ipnotico e accattivante.

“Avevo una visione, non avevo una storia”: così l’attore e regista newyorkese giustifica il suo approccio alla regia in questa sua quarta opera, che molto ricorda il lavoro su Riccardo III in Looking for Richard. Con questo metodo immaginifico e appassionato, da amante del teatro e del cinema piuttosto che critico, Pacino guida lo spettatore in un viaggio quasi amoroso con l’opera di Wilde.

Mentre procedono le prove per il debutto della lettura drammatica di Salomé, diretta da Estelle Parsons, il lavoro del Pacino attore (che interpreta Erode nell’opera) si intreccia con quello del Pacino regista, che durante la mattina filma la stessa opera, sullo stesso palco, con gli stessi attori, cercando di restituire la sua personale visione secondo canoni più cinematografici.

Nel frattempo, la figura dello scrittore irlandese passa al centro della sua ricerca, veniamo catapultati da Londra a Dublino, da Los Angeles al deserto fino in Israele, dove Pacino cerca di rivivere l’opera come all’epoca dei fatti biblici, migliaia di anni fa.

È un collage stratificato dove non sempre il cerchio si chiude, ma che appassiona e cattura con la forza magnetica di Pacino. Ci troviamo catalizzati dal suo metodo, entriamo nei suoi occhi e vediamo l’opera di Wilde prendere forma ora come testo teatrale, ora come rappresentazione, ora come cinema, ora come contrappunto alla vita tormentata del suo autore.

Un film “rivelatore”, secondo lo stesso regista, perché appunto porta a galla l’anima dell’opera di Wilde e come Pacino la percepisce, in modo estremamente originale nella sua stratificazione di generi e linguaggi. Rapiti dal ballo sfrenato della superlativa Jessica Chastain, dalla forza materica e carnale della recitazione ma anche dal fascino misterioso del testo di Wilde, restiamo come lo stesso Pacino, alla fine del film, a guardare il deserto smarriti e stupefatti. Perché non è la comprensione ultima, ma la ricerca per raggiungerla l’essenza del cinema e del teatro, la loro intrinseca bellezza.

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Titolo originale: Wilde Salome
Nazione: USA
Anno: 2011
Genere: Documentario
Durata: 95’
Regia: Al Pacino
Cast: Al Pacino, Jessica Chastain, Kevin Anderson, Roxanne Hart
Produzione: Salome Productions
Distribuzione: Archlight Films
Data di uscita: Venezia 2011