Quella di presentare i primi episodi di una serie tv alla Mostra del Cinema di Venezia è un’abitudine degli ultimi anni che ha portato fortuna a non pochi prodotti televisivi, da Suburra – La Serie The Young Pope. Potrebbe essere anche il caso di ZeroZeroZeroserie diretta (tra gli altri) dal sempre più apprezzato Stefano Sollima e tratta dall’omonimo libro inchiesta di Roberto Saviano sul traffico internazionale di cocaina. All’interno della kermesse veneziana, a pochi giorni di distanza dall’arrivo del New Pope di Sorrentino, sono stati presentati The Shipment Tampico Skies, rispettivamente il primo e il secondo episodio di questa nuova produzione firmata Cattleya. Muovendosi tra i toni del thriller e quelli dell’action movie, ZeroZeroZero racconta l’intricato e violentissimo mondo del narcotraffico dal Messico alla nostra Calabria, alternando ‘ndranghetisti spregiudicati (come l’anziano boss don Minu e il giovane e arrivista nipote Stefano) a narcos sudamericani, passando per criminali in giacca e cravatta come gli americanissimi membri della famiglia Lynwood. Questi primi episodi confermano quelli che potevano essere i sospetti di molti spettatori prima ancora di entrare in sala: i punti di contatto con Gomorra Suburra (le serie e non i film) sono molti, sia positivi che negativi. La principale nota dolente è la totale assenza di tutti quegli elementi d’inchiesta che caratterizzavano il libro, con la scelta di stravolgere i protagonisti delle vicende e di mantenere come unico punto di contatto alcuni elementi quasi aneddotici rivelati dall’omonima opera letteraria (in questo caso per esempio l’abitudine degli ‘ndranghetisti di comunicare con i latitanti tramite annunci sui necrologi o quella dei narcotrafficanti sudamericani di spedire carichi di cocaina nascondendola dentro a barattoli di peperoncini). Questo non abbassa necessariamente il livello dell’opera ma la trasforma in qualcosa di categoricamente diverso dall’originale, rendendo fuori luogo qualsiasi paragone tra le due. Altra caratteristica in comune con esperimenti televisivi simili, e questa volta si tratta di una nota positiva, è l’attenzione spasmodica alle scene d’azione, con una resa di inseguimenti, sparatorie e raid che non ha precedenti nella televisione italiana. A rendere più accattivante la serie è anche la dimensione internazionale, che a differenza di quello che accadeva in Gomorra – La serie per l’Hondouras non è limitata a poche scene che coinvolgono personaggi secondari ma riguarda un’intera storyline con i suoi protagonisti e le sue vicende chiave, occupando di conseguenza uno screentime maggiore. Meno riuscito invece il tentativo di far appassionare il pubblico alle vicende personali dei protagonisti, con il personaggio dell’erede della famiglia criminale Lynwood, Chris (Dane DeHaan) e la sua malattia o le lotte interne alla cosca dei mafiosi protagonisti che, penalizzati da dialoghi non esattamente brillanti, sembrano stonare con il resto della serie e anzi spingono quasi a chiedersi quando comincia il prossimo inseguimento o il prossimo scontro a fuoco. Inutile dire che Sollima dimostra tutta la padronanza della drone camera, della camera-car e di altre tecniche tipiche dell’action per cui è noto ormai in tutto il mondo. Basterà a rendere ZeroZeroZero un prodotto degno di essere ricordato? Ce lo diranno solo i prossimi episodi.

ZeroZeroZero sarà trasmessa su Sky e su Canal+ a partire dal 2020.