INCONTRO CON NICK PARK – LA MAGIA DEGLI STUDI DI BRISTOL ARRIVA A MILANO
La quindicesima edizione del MFF (Milano Film Festival) ha avuto l’onore di ospitare come giurati dei Corti lo studio di animazione Aardman (Galline in Fuga, Giù per il tubo), semplicemente conosciuto come leader nella produzione di animazione, ha ottenuto sette nomination all’Oscar e ne ha vinti quattro.
Plastilina e stop motion, uniti a creatività ingegnosa, sono gli immortali marchi di fabbrica che ha fatto conoscere e adorare lo Studio Aardman, che ha sede a Bristol, Inghilterra. Dietro i loro successi c’è un duro lavoro, di passione e dedizione, come ci ha raccontato Nick Park.
È stato nel 1985 che Park si è unito a tempo pieno alla Aardman (diventando poi Co-direttore insieme ai fondatori Peter Lord and David Sproxton): “Sono stato assunto come studente, cercavano degli animatori. Io ho cominciato negli anni 80, appena finita la scuola, per la tesi che stavo svolgendo mi ero dedicato a personaggi fatti con la plastilina.”
Sono nati così Wallace e Gromit?
“No… beh ancora prima avevo un’idea, che volevo realizzare, si trattava di un tizio che creava nella sua cantina un razzo e avevo bisogno di un altro personaggio da affiancargli.. all’inizio avevo pensato ad un gatto, ma poi mi sono reso conto che un cane in plastilina era più facile da realizzare. Quindi posso dire che Gromit è diventato un cane per mia pigrizia personale. Poi con il tempo ho realizzato come sarebbe stato più divertente animarli. Mi sono reso conto che il movimento delle sopracciglia di Wallace era molto più divertente di tante parole. E poi ho messo a punto la loro coppia: uno introverso e uno estroverso, ho creato un buon equilibrio tra i due.”
Intanto, nel 1989, Park ha portato il primo Oscar allo studio con il corto Creature Comforts, primo di una serie di grande successo. Due ulteriori Oscar sono arrivati nel 1993 per The Wrong Trousers (I pantaloni sbagliati) e A Close Shave (Una tosatura perfetta).
Chicken Run (Galline in fuga), giugno 2000, è stato il suo primo lungometraggio d’animazione per il cinema diretto insieme a Peter Lord.
Il primo film della serie Wallace and Gromit, The Curse of the Were-Rabbit (Wallace e Gromit – La maledizione del coniglio mannaro), è uscito nell’ottobre 2005, raggiungendo la cima delle classifiche di incassi sia negli USA che in Gran Bretagna e vincendo tantissimi premi prestigiosi, tra cui l’Oscar per il Miglior Lungometraggio d’animazione. L’ultima avventura della serie Wallace and Gromit’s, A Matter of Loaf and Death, è andata in onda la notte del Natale del 2008 sulla BBC con un record assoluto di audience, ha avuto una nomination all’Oscar e ha vinto il BAFTA per il Miglior Cortometraggio di animazione. Tutti i corti della serie, che ha compiuto 20 anni nel novembre 2009, hanno ottenuto questi premi e riconoscimenti. Al momento Aardman ne sta producendo uno nuovissimo, Wallace and Gromit’s World of Invention, di cui presenta in anteprima al festival alcuni frammenti.
Abbiamo avuto l’onore di incontrare Nick e la sua squadra: Phil Lewis, Matt Perry, Micael Salter, David Venicombre e non solo, abbiamo anche avuto il privilegio di ammirare dal vivo i due straordinari personaggi Wallace e Gromit e di vedere inedite clip, di come lo Studio Aardman lavora e altre di corti inediti (tra i quali quello natalizio).
Come è cambiato il vostro lavoro di squadra, negli anni e con il successo che avete avuto?
“Nell’Ottantanove, con il corto A Grand Day Out (Una fantastica gita) eravamo circa dieci persone a lavorare alla Aardman.
Abbiamo iniziato ad allargarci dopo il primo film di Wallace e Gromit.
Ora tra i corti, le pubblicità, lungometraggi abbiamo creato un vero e proprio impero, siamo circa quattrocento persone a lavorare insieme.”
Ci può raccontare come è nata la collaborazione con la Dreamworks?
“All’inizio degli anni 90 volevamo fare altri film, intraprendere nuove esperienze. Abbiamo ricevuto una proposta di lavoro con un altro partner, che era Steven Spielberg. Ed è stata un’esperienza che ci ha insegnato molto. Galline in fuga è stato un successo.
Anche perché è quello che volevamo. Dopo tanti corti, ci piaceva metterci alla prova e realizzare un lungometraggio.”
Tuttavia, quella collaborazione è finita, come mai?
“Ho molti ricordi positivi di quel periodo. Mi sono divertito a realizzare Galline in fuga e Wallace e Gromit – La maledizione del coniglio mannaro.
Ma poi si cresce e si va in direzioni diverse. Cercando di essere critici verso noi stessi, ci siamo resi conto che non volevamo quello che il mercato americano chiedeva.
Così, è arrivata la Sony, che era interessata a produrre i nostri film, come noi li volevamo, film che noi eravamo specializzati a fare.”
I vostri lavori hanno per protagonisti quasi tutti animali, come riuscite a entrare nella loro mente così bene?
“Il fatto che siano quasi sempre animali è solo una coincidenza. Io ho sempre amato molto gli animali, ma al centro delle mie storie c’è sempre la persona.
Gli animali sono un modo per vederci allo specchio.
È tutta una questione di tonalità. Ad esempio Shark Tale della Dreamworks, i personaggi, gli squali hanno dei tratti nettamente umani, il lato animale è messo molto da parte. Mentre in Alla ricerca di Nemo ci sono tutti e due i lati, animale e umano.”
Vi state cimentando anche voi con la moda del 3D?
“Sì. Anche noi stiamo sviluppando due film in 3D. Non credo che il 3D possa danneggiare l’animazione.
Certo è che se si fa un 3D cambia la struttura, deve essere fatto con un altro scopo.
Dietro c’è una logica cinematografica precisa… lo so.”
Quali sono i vostri progetti?
“Stiamo sviluppando una serie tv per la BBC con Wallace e Gromit per protagonisti. Il soggetto vede i due condurre un programma su invenzioni della vita reale. Sarà realizzato in live action.
E poi ci sarà l’episodio natalizio di Shaun the Sheep (Shaun – Vita da pecora).
Una nuova serie, invece, vede l’agnellino Timmi (personaggio di Vita da pecora), protagonista di un cartone animato per bambini. Forse questa serie di Timmi verrà presentata anche in Cina. Ci è stato detto che Shaun the Sheep era il programma per bambini più visto in India.
Signor Park, quali sono i suoi registi o film preferiti?
“Ah, che difficile domanda. Di certo i film di Hitchcock, poi i film Disney e qualche film della Pixar.”