Torino: “Blancanieves” di Paolo Berger
Festa Mobile
Biancaneve nell’Andalusia degli anni Venti e sulla scia di The Artist. Il film muto e in bianco e nero che rappresenterà la Spagna ai prossimi Oscar è illuminato dalle prove recitative di Maribel Verdù e Angela Molina
Nell’arena globale delle idee arrivare secondi è letale, eppure, se non ci fosse stato The Artist, probabilmente il progetto di Blancanieves non sarebbe nemmeno approdato nei cinema. Che se ne facevano produttori e distributori di film muti e in bianco e nero prima che arrivasse l’asso pigliatutto di Michel Hazanavicius? La pioggia di premi e i buoni riscontri al box office della pellicola incentrata sull’epoca d’oro del muto ha fatto da volano a Paolo Berger, la cui opera seconda – non a caso – è stata selezionata per rappresentare la Spagna ai prossimi Oscar. Declinazione costumbrista della favola dei Grimm, Blancanieves è la storia dalle atmosfere color seppia dell’eroina dei Grimm nella Spagna degli anni venti. Rimasto vedovo durante il parto della figlia Carmen, il famoso torero Antonio Villalta si sposa con Encarna, perfida matrigna che, approfittando dell’invalidità del consorte, fa crescere la figliastra nell’odio e nel disprezzo. Una volta cresciuta, Carmen scappa di casa e, dopo essersi unita a una compagnia di nani toreri, mette in pratica l’arte della tauromachia insegnatale dal padre.
Pellicola di grande fascino, Blancanieves ha i suoi punti di forza nell’interpretazione di due icone del cinema spagnolo come Maribel Verdù e Angela Molina che dimostrano di saper dosare la recitazione ipergestuale richiesta dal ruolo riuscendo puntualmente ad arrestarsi sulla soglia dell’overacting e della farsa. Riprodurre i meccanismi recitativi del muto non significa dimenticarsi che lo si fa rivolgendosi a un pubblico abituato al sonoro. In questo senso la musica ha una forte valenza diegetica diventando prezioso strumento in grado di cadenzare il ritmo del montaggio, come nelle due scene a tempo di flamenco della morte di Doña Concha o della ritrovata memoria di Carmen.
Pur lodando il coraggio di Berger nel porsi in competizione con i recentissimi Biancaneve di Tarsem Singh e Biancaneve e il cacciatore di Rupert Sanders, il film spagnolo sconta, appunto, la secondogenitura della rivitalizzazione del muto. Quel che è riuscito a The Artist, difficilmente si ripeterà con Blancanieves. In discussione non è la qualità del prodotto ma la scelta estetico-formale di un revival del pre-sonoro che è troppo esiguo per farsi genere, ma in cui già un bis sembra essere di troppo. Forse la dimensione più giusta per opere di questo genere è il mediometraggio, quando non il cortometraggio; sulla lunga distanza il rischio noia è sempre dietro l’angolo, specie con una storia che tutti conoscono a menadito.
Titolo originale: Blancanieves
Nazione: Spagna-Francia
Anno: 2012
Genere: Drammatico
Durata: 104’
Regia: Paolo Berger
Cast: Maribel Verdù, Daniel Gimenez Cacho, Macarena Garcia, Angela Molina
Produzione: Arcadia Motion Pictures, Nix Films, Sisifo Films, The Kraken Films, Noodles Production, Arte France Cinema
Distribuzione: Dreamcatchers
Data di uscita: San Sebastian 2012