“A Futile and Stupid Gesture” di David Wain
Di film su comici tormentati, depressi e sommersi dai problemi ne hanno ormai fatti a centinaia, non tutti abbastanza brillanti da allontanarsi da cliché ormai noti e arcinoti. A un personaggio come Douglas Kenney però, l’autore geniale che nel 1970 fondò l’iconica rivista comica National Lampoon, un film non lo avevano dedicato. E a portare sullo schermo A Futile and Stupid Gesture, il romanzo biografico sul leggendario sceneggiatore (scomparso a 33 anni nel 1980) ci ha pensato il regista David Wain (Wet Hot American Summer, Role Models, Nudi e Felici), con un omonimo biopic che vede Will Forte nei panni del comico ribelle, dal 26 gennaio disponibile su Netflix.
Il racconto di questa vita a dir poco frenetica passa per le numerosissime trovate di una carriera incredibilmente prolifica, tra le sceneggiature dei film cult Animal House e Caddyshack (Palle da Golf il titolo italiano) e i copioni per il pionieristico programma radiofonico della rivista, esordio per molti attori e autori comici oggi considerati leggendari, da John Belushi a Gilda Radner, da David Guest ad Harold Ramis, da Bill Murray a Chevy Chase (qui interpretato da Joel McHale, che con Chase ha recitato nella serie tv Community), molti confluiti poi nel cast e nello staff di un altrettanto iconico sketch show, il Saturday Night Live, che Kenney sentiva come una sua creatura perché tirata su da quei talenti che aveva, un po’ alla Pippo Baudo, scoperto lui.
E non sorprende che proprio uno come Will Forte, attore comico a dir poco talentuoso che per sua stessa ammissione combatte e ha combattuto con depressione e altri problemi mentali, riesca a restituire perfettamente l’immagine di un genio sopraffatto dai suoi
Tocco di classe è la scelta di affidare la narrazione del film a un immaginario Douglas Kenney del 2018, interpretato da Martin Mull (Pappa e Ciccia e Sabrina, vita da strega) che rompe la quarta parete per giustificare le inesattezze e i piccoli anacronismi sparsi qua e là o per scusarsi delle tante scelte sbagliate fatte in una breve ma intensissima vita e carriera.
Oltre che un omaggio alla figura di Kenney, il film diventa uno spaccato abbastanza accurato su un periodo che avrebbe cambiato per sempre la storia dello humor negli Stati Uniti e non solo, un saluto e un ringraziamento ai più geniali jokes writers di ieri fatto dai loro omologhi di oggi: se infatti lo stesso Will Forte deve la sua fama a otto anni passati proprio a quel Saturday Night Live che mai sarebbe nato senza Kenney, molti degli autori che affiancano Douglas nel film sono interpretati da sceneggiatori e autori comici di oggi.
Oltre all’importanza di questo omaggio però, A Futile and Stupid Gesture riesce nello straordinario intento di dare una seconda vita alle trovate di Kenney, mostrando come riescano a far ridere anche quarant’anni dopo, soprattutto se inserite in un film ben orchestrato e ben gestito nelle tempistiche come questo.
A Futile and Stupid Gesture è insomma un’occasione per conoscere questa figura unica e complessa e per conoscere l’origine di tanti film, sketch e programmi televisivi che hanno fatto la storia della comicità.