Britten Benjamin Archivi - NonSoloCinema https://www.nonsolocinema.com/tag/Britten-Benjamin Informazione cinematografica e culturale Tue, 16 Dec 2008 13:57:01 +0000 it-IT hourly 1 https://www.nonsolocinema.com/wp/wp-content/uploads/2024/07/cropped-faviconV2-32x32.png Britten Benjamin Archivi - NonSoloCinema https://www.nonsolocinema.com/tag/Britten-Benjamin 32 32 “PETER GRIMES” di Benjamin Britten https://www.nonsolocinema.com/PETER-GRIMES-di-Benjamin-Britten_14149.html Tue, 16 Dec 2008 13:58:24 +0000 http://PETER-GRIMES-di-Benjamin-Britten_14149 In scena il 25 gennaio 2009 con la sala completamente ristrutturata “Peter Grimes” di Britten diretto da Jeffrey Tate apre la nuova stagione del Teatro di San Carlo L’inaugurazione della nuova stagionilcap.me del San Carlo avverrà il 25 gennaio 2009, alle ore 19, in un Teatro completamente ristrutturato. Sarà una serata suggestiva, con un’opera (che […]

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In scena il 25 gennaio 2009 con la sala completamente ristrutturata

“Peter Grimes” di Britten diretto da Jeffrey Tate

apre la nuova stagione del Teatro di San Carlo

L’inaugurazione della nuova stagionilcap.me del San Carlo avverrà il 25 gennaio 2009, alle ore 19, in un Teatro completamente ristrutturato. Sarà una serata suggestiva, con un’opera (che mostrerà i sovratitoli in italiano) incantevole in scena: il “Peter Grimes” di Benjamin Britten, diretta da un esperto quale è il maestro Jeffrey Tate, sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro di San Carlo. Il pubblico sarà accolto in una sala completamente restaurata, nel rispetto assoluto della sua antica bellezza e della sua storia (il San Carlo, il più antico teatro d’opera del mondo, è stato costruito nel 1737), con nuove poltrone, due foyer e, nei mesi caldi, un sofisticato impianto di climatizzazione. Il “Peter Grimes” è un’opera drammatica, con meravigliose aperture liriche; una storia d’amore e morte tessuta con la raffinatezza dell’arte di Britten. L’opera è interpretata da Brandon Jovanovich, Janice Watson, Pavlo Hunka, Julia Juon, Anne Marie Owens. La regia è di Paul Curran, scene di Sergio D’Osmo, costumi di Madeleine Boyd. Dopo la “prima” del 25 gennaio (ore 19), il “Peter Grimes” sarà replicato martedì 27 (ore 20,30) e venerdì 30 (ore 18) gennaio; quindi domenica 1 (ore 17) e martedì 3 (ore 18) febbraio.

PETER GRIMES di Benjamin Britten
Nel piccolo borgo di un porto in un paese di pescatori della East Coast, il magistrato Swallow ha assolto Peter Grimes dall’accusa di aver provocato la morte del suo mozzo. Ellen Orford promette al ruvido Grimes, odiato dai compaesani insoddisfatti del verdetto, di aiutarlo. Un capitano a riposo, Balstrode, gli consiglia di partire, ma Grimes vuol restare e sposare Ellen, la quale ha trovato un nuovo mozzo per lui. Sulla spiaggia Ellen nota gli abiti laceri di John, il nuovo mozzo, che reca segni di percosse. Ellen rinfaccia a Grimes la sua durezza. Gli abitanti spiano la scena. Si odono i clamori della folla agitata. Peter manda fuori il mozzo, che scivola sulla scogliera e cade, uccidendosi. Di notte, nella strada del paese, una curiosa, Mrs Sedley, esprime il sospetto che John sia morto. Una conversazione tra Ellen e Balstrode conferma il dubbio e viene così organizzata la caccia a Grimes. L’indomani Peter erra nella nebbia: Ellen e Balstrode lo raggiungono, e quest’ultimo gli consiglia di annegare in mare, con la sua barca.

www.teatrosancarlo.it

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“Death in Venice” di Benjamin Britten https://www.nonsolocinema.com/Death-in-Venice-di-Benjamin_11329.html Tue, 24 Jun 2008 18:12:36 +0000 http://Death-in-Venice-di-Benjamin_11329 Premio Abbiati come miglior spettacolo del 1999, l’allestimento di Pier Luigi Pizzi del Carlo Felice di Genova è ripreso in questi giorni alla Fenice di Venezia Per l’ultima volta il Grande, Gustav von Aschenbach, ha ammirato, ricambiato il suo Tadzio. L’artista e l’uomo, consapevoli, hanno ceduto il passo uniti all’unica linfa vitale che fino a […]

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Premio Abbiati come miglior spettacolo del 1999, l’allestimento di Pier Luigi Pizzi del Carlo Felice di Genova è ripreso in questi giorni alla Fenice di Venezia

Per l’ultima volta il Grande, Gustav von Aschenbach, ha ammirato, ricambiato il suo Tadzio. L’artista e l’uomo, consapevoli, hanno ceduto il passo uniti all’unica linfa vitale che fino a quel momento li aveva sorretti. La morte, che è la fine, c’è, ma non assume un tratto volutamente drammatico.
Aschenbach, incontentabile verso se stesso come uomo e verso i propri mezzi artistici, ha assunto la consapevolezza di poter rimanere in un futuro non solo prossimo, e questo è per egli stesso motivo di quella gioia di vita profonda ricercata ossessivamente per tutta la sua esistenza e che lo porta ad innamorarsi di un giovane, che non è altro che la rappresentazione dell’eroe, personaggio dei suoi lavori, parte quindi di un io coscientemente accettato.

Pier Luigi Pizzi che sembra aver colto ogni singolo aspetto sia della visione di Myfanwy Piper che dell’illustre antecedente letterario, ha prodotto uno spettacolo unico per assimilazione di citazioni letterarie e visive, per squisita raffinatezza nei costumi e per una sopraffina perspicacia interpretativa dei due personaggi in scena, a cui si aggiungono i bellissimi movimenti coreografici di Gheorghe Iancu.

Come ha confidato lo stesso Pizzi, l’idea che tiene unita la regia è il ricordo verso luoghi reali ed immaginari a cui egli stesso, negli anni Quaranta, in cui si ambienta la vicenda, è legato da un affetto che ‘deforma situazioni sedimentate nella memoria’. Il male in questo caso non è il colera ma la guerra imminente. La nebbia che avvolge buona parte dei luoghi, i cipressi che fanno da sfondo anche alle Procuratie di Piazza San Marco sono presagi di un’elevazione finale, di un’autoesaltazione che si esplica in tutta la sua forza dionisiaca in contrasto con quel Bello ideale, quella compostezza artistica che trasfigura la bellezza fisica del giovane innamorato.

Concertazione e interpretazione vanno di pari passo. Bruno Bartoletti fonde e sublima magnificamente il gusto di Britten per tensione ed emotività, mentre i due protagonisti, Marlin Miller, Aschenbach e Scott Hendricks sono insuperabili per una drammatica e trepidante armonia, tanto da far sentire la tensione in sala fino all’esplosione liberatrice degli applausi.

Death in Venice (Morte a Venezia), opera in due atti di Myfanwy Piper – musica di Benjamin Britten
Direttore: Bruno Bartoletti – Regia, scene e costumi: Pier Luigi Pizzi – Coreografia: Gheorghe Iancu
Personaggi e Interpreti:
Gustav von Aschenbach: Marlin Miller

Il viaggiatore / Il bellimbusto attempato / Il vecchio gondoliere / Il direttore dell’albergo / Il barbiere dell’albergo / Il capo dei suonatori ambulanti / La voce di Dioniso: Scott Hendricks
La voce di Apollo: Razek-François Bitar
Tadzio: Alessandro Riga
Jaschiu: Danilo Palmieri
La venditrice di fragole / La giornalaia: Sabrina Vianello
La merlettaia / Una suonatrice ambulante: Liesbeth Devos
La mendicante: Julie Mellor
Il facchino dell’albergo / Il vetraio: Marco Voleri
Un gondoliere / Un suonatore ambulante: Shi Yijie
Il cameriere della nave / Il cameriere dell’albergo / La guida turistica: William Corrò
Il barcaiolo del Lido / Un cameriere di ristorante / Un gondoliere / Un prete / L’impiegato inglese dell’agenzia di viaggio: Luca Dall’Amico
durata dello spettacolo: 2 ore e 55 min.
www.teatrolafenice.it

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“A MIDSUMMER NIGHT’S DREAM” DI BENJAMIN BRITTEN https://www.nonsolocinema.com/A-MIDSUMMER-NIGHT-S-DREAM-DI.html Fri, 27 Feb 2004 23:00:00 +0000 http://A-MIDSUMMER-NIGHT-S-DREAM-DI Resterà vivo nel ricordo questo splendido allestimento del Sogno di una notte di mezza estate di Benjamin Britten, opera del 1960, creata nel periodo di maggior successo dell’autore ed entrata ben presto nel repertorio delle opere più eseguite del compositore inglese. E non è certo un caso perché la musica di Britten è di per […]

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Resterà vivo nel ricordo questo splendido allestimento del Sogno di una notte di mezza estate di Benjamin Britten, opera del 1960, creata nel periodo di maggior successo dell’autore ed entrata ben presto nel repertorio delle opere più eseguite del compositore inglese.

E non è certo un caso perché la musica di Britten è di per sé un capolavoro e il libretto di Peter Pears pur rifacendosi alla commedia shakespeariana, della quale tralascia solo il primo atto, ha un suo filo espositivo chiaro e preciso.

Drammaturgicamente l’opera di Britten si compone di un mondo di fate e elfi, impersonati vocalmente da voci bianche affidando al ruolo del re Oberon un contraltista, e di un mondo umano con un registro molto più ironico rappresentato soprattutto nel terzo atto da quell’allegra banda che metateatralmente mette in scena le vicende di Priamo e Tisbe.

Il Sogno di Britten approda per la prima volta a Venezia in un nuovo allestimento firmato David Pountney che negli anni scorsi aveva curato per la Fenice allestimenti di due opere di Janàcek. Pountney, con l’aiuto dello scenografo Stefanos Lazaridis e i moderni costumi di Sue Blane, ricrea il mondo fantastico del bosco e degli elfi in una scuola inglese attorno agli anni 50 in cui si muovono ragazzi in divisa, le due coppie di innamorati, il perfido Puck e sopra gli altri Titania e Oberon.

Non è facile trovare un cast all’altezza per questo tipo di opere sia per il fatto che quest’opera richiede un gran numero di cantanti, che per la disparità delle voci in scena; a cominciare da William Towers, Oberon, un giovane controtenore di rara sensibilità, per passare a Susan Gritton sensuale Titania, alle due coppie di innamorati, allo spiritoso Bottom di Conal Coad e al bravissimo Richard Gauntlett che incarna splendidamente il ruolo di Puck, unendo a una salda recitazione doti acrobatiche non indifferenti.

Alla direzione sir John Eliot Gardiner che plasma in un orchestra di soli 27 elementi suoni magici e dissonaze in modo assolutamente naturale. Il grande direttore inglese sa cogliere ogni minimo dettaglio e lo infonde all’orchestra con una ricerca della perfezione sopraffina.

Successo meritatissimo.

A MIDSUMMER NIGHT’S DREAM (Sogno di una notte di mezza estate) – opera in tre atti; Libretto di Peter Pears; Musica di Benjamin Britten

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